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Archivio Aprile 2017

ci sarà un giorno

18 Aprile 2017 Nessun commento

che credo non lontano, in cui l’umanità verrà condannata per crimini contro l’umanità.

Quel giorno nessuno potrà giudicare e dunque tutti andranno assolti e l’ingiusta assoluzione sarà crimine ancora peggiore.

 

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Napoli, città di camorria…Ed un sacco di turisti.

9 Aprile 2017 Nessun commento

Napoli è piena di turisti ed al contempo è fermamente in mano alla mentalità camorristica ed alla gran parte della sua popolazione che è, innegabilmente, gente priva di senso civico.

Che se ste cose le dice un leghista tutti ad impazzire, ma se a dirle è uno di noi, che in questo luogo ci abita da 40 anni, un fondo di verità ci sarà pure, no?

Piccoli esempio da uomo della strada:

1) lunedì mattina, ore 8, due loschi figuri, ipertatuati, impartiscono indicazioni e minacce al tizio di colore che chiede l’elemosina nei pressi delle scale dei salesiani.

2) domenica ore 13, Santa Lucia in mano ai parcheggiatori abusivi, macchine dappertutto, sui marciapiedi, sulle strisce, alle fermate dei bus…A due passi dalla prefettura, con fiumane di turisti che passano, ammirano la bellezza del golfo e fanno pensare che in fondo tutto va bene…

3) piazza triste e trento. Domenica ore 12, una famiglia con lui alla guida dello scooter, con il casco, in mezzo due bambini ed una specie non identificata dietro ai bimbi, forse la madre, tutti senza casco. Passano davanti ai due vigili che “presidiano” la piazza. Uno dei vigili allunga la mano come a dire “ma tu guard a chist”, come farebbe un me stesso qualunque, sono tentato di ricordargli che lui però fa parte di una strana entità chiamata “Polizia Municipale”, ma ci stanno troppi turisti e penso che questa è una grande città.

4) ore 16.30 pignasecca, il mercato a quell’ora è chiuso, tutto diventa un parcheggio. E qui non ci sono nemmeno i turisti, quindi non so cosa pensare…

Insomma, Napoli è davvero un inno alla illegalità, me lo confermano anche i due distinti signori che qualche giorno fa, nello spogliatoio della palestra, si rammaricavano dei sequestri al clan contini, ristoranti, locali, agenzie immobiliari ecc.

“Così però si ferma l’economia” diceva uno.

“e certo, un sacco di gente in mezzo alla strada” rafforzava l’altro.

Io in silenzio pensavo a questi Machiavelli in chiave partenopea ad al loro “il fine giustifica la camorria”.

Napoli è una citta perduta, in paese arretrato in un mondo allo sbando.

Buona domenica al cazzo.

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/chiatamone_parcheggiatori_abusivi_domenica-2370989.html

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caro Facebook, tra me e te…

7 Aprile 2017 Nessun commento

Considerato che Facebook è  l’essere “inumano” con il quale trascorro più tempo da anni a questa parte, è giusto che io mi rivolga a lui in modo diretto, quindi…

Quindi caro Fb, ti lascio,

no, forse non ti lascio, forse è una pausa di riflessione.

Devo capire. Capire qualcosa di più di me, di te, del nostro rapporto.

Non sei tu, credimi, sono io…No, no, devo essere sincero, sei in gran parte pure tu la causa.

Il fato caro fb è che tu hai iniziato illudendomi di  avere una rete di contatti più ampia, più gioiosa e poi alla fine che hai fatto?

Mi hai mostrato la “quota merda” che c’è in ciascuno di noi.

Sia chiaro, la “quota merda” c’è, c’era e ci sarà sempre, fb o non fb, ma tu me l’hai sbattuta in faccia.

E’ come se improvvisamente tutti quelli che normalmente si masturbano nella propria intimità, iniziassero a farlo per strada.

E’ un fatto naturale, ma non è naturale farlo in piazza.

Tu, caro fb, hai messo in piazza tutto, ma proprio tutto e noi, cazzoni e cazzone., (vedi, ora su fb al mio “cazzone”, qualcuno mi avrebbe accusato di sessismo perchè per definire delle dementi come me ho usato il nome dell’ organo maschile), noi ci siamo fatti ingannare, abbiamo iniziato con il contattare i compagni di classe delle medie e siamo poi arrivati a postare  le foto dei  bimbi che muoiono a causa del gas nervino.

Per tutto però abbiamo trovato una giustificazione nobile: “il mondo deve sapere”, “se non si mostra cosa accade nessuno farà nulla” e via di lì.

Questa singolare, ma diffusa teoria, teorizza, (altrimenti che teoria sarebbe), che ciò che non è mostrato e condiviso in realtà non esista.

Ne traggo dunque il convincimento che da 2 giorni io non esisto…

Epperò, sebbene da 2 giorni io non esista, mi sento abbastanza vivo, ho la mia solita dermatite, la mia consueta ossessione per la pancia di troppo, e mi faccio le mie consuete litigate con Serena (ok, quest’ultima cosa non conta, quelle riuscirei a farmele anche se non esistessi davvero).

Insomma caro fb, ho dovuto fermarmi un pò. Stava diventando un lavoro, sentivo di avere un pubblico, piccolo ma ce l’avevo, e la cosa sorprendente sai qual era?

Quelli che mi “seguivano” erano prevalentemente persone con le quali credo di non aver mai preso più di un caffè e talvolta manco quello…

Quelli che mi conoscono davvero credo abbiano solo peggiorato l’opinione che avevano di me e lo stesso è successo a me con loro. Per il discorso della “quota merda” di cui sopra.

Perchè è normale, su fb siamo tutti mezzi nudi, nel senso che nonostante siamo sotto gli occhi di tutti, tendiamo a spogliarci di tante sovrastrutture, o di caricarcene addosso talmente tante da fornire comunque una indicazione preziosa sulle nostre paranoie, fobie, ossessioni, manie…

A volte penso anche che fb ci stia privando dei ricordi: i ricordi delle persone che conoscevamo e che poi magari nel corso della vita abbiamo perso di vista.

Un esempio? C’era un tizio che alle medie menavo sempre, all’epoca lui se lo meritava ed io ero più stronzo di ora, e poi erano botte da ragazzini pesci. Lo ribecco dopo 20 anni su fb e lui è proprio un bravo ragazzo, mi chiede l’amicizia 10 volte ed io gliela nego.

Perchè? Perchè lo odio?

Tutt’altro, perchè mi mette di fronte a quanto sono stato una chiavica da ragazzino.

Senza di te, caro fb, avrei  avuto solo un ricordo. Avrei continuato a ricordarlo  come uno stronzetto di atteggiato che a 12 sbatteva in faccia a tutti noi i suoi ray ban a goccia mentre io andavo in giro con marchi contraffatti rimediati da mia madre non so dove… (e dai mamma, la cintura “El Carro…”, manco lo sforzo di vedere come si scrive…).

E poi la stanchezza: ogni giorno dove “je suis” essere qualcosa o qualcuno, doversi indignare, dover leggere Saviano e Gremellini e peggio ancora, vedere che persone a cui vuoi bene, condividono ed esaltano sti due…

L’ultima: caro fb, più degli sms negli anni 90, hai ridotto il pensiero a meno 50 caratteri o giù di lì. 50 caratteri buoni per far tutto, per mostrarsi in qualsiasi modo, la fine prematura del pensiero logico e approfondito.

Potrei dirne a migliaia, potrei elencare infiniti motivi per prendere le distanze da te, ma mentirei a me stesso se non dicessi che mi manchi, che mi sento solo, che mi sento come se mi avessero messo sulla navicella con la Cristoforetti, (dio me ne scansi, non fosse altro per i collegamenti con Fazio pure mentre caco).

Mi sento perduto, però so anche che è il mio modo per tornare più umano, nel senso di tornare carne ed ossa, di costruire quel mezzo rapporto che ho con l’altro sulla base di un contatto reale.

Però è tosta, a volte vado sulla barra degli indirizzi e mi viene da cercarti, mi chiedo se manco ai miei contatti, se l’assenza del mio sarcasmo ti rende più noioso.

Mi resta il blog.

Il blog diciamocela tutta, oggi è davvero da sfigati, ma sfigati veri, non sfigati che invece sono hipster con i barboni fighi, o nerds  che cambiano il mondo con un pc. Il blog è come girare per strada con una Fiat Uno, ha del patetico.

Però chissene, me lo tengo stretto, mi tengo stretto i miei 7 lettori disaffezionati.

Vabbè, sono stato patetico, ma scriverti, caro fb è un modo per sentirmi ancora con te.

Ora ti saluto, si è fatta una certa.

Mi raccomando, non essere triste per me e domani non svegliarti con un “Je suis Federì”.

 

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5 Aprile 2017 Nessun commento

Un tempo c’era gente che teorizzava la superiorità della razza. Folli.

Oggi c’è gente che teorizza, anzi applica, la superiorità delle economie e degli esseri umani che ne sono dentro, su quelli che invece ne sono esclusi.

Chi muove l’economia è umanità di serie A, chi si limita a vivere è umanità di serie B, e quest’ultima può essere massacrata alla bisogna.

E non conta più se sono bambini, donne, anziani, invalidi, uomini…. Sono banconote di poco peso, di scarso valore.

I bambini siriani, quelli sopravvissuti intendo, un giorno vorranno vendetta, è naturale. Vorranno vedere i mostri che li hanno massacrati patire il loro stesso dolore.

Quel giorno li chiameremo terroristi, perchè sarà rassicurante per noi bollarli come cattivi.

Ma i cattivi forse siamo noi, o comunque lo siamo anche noi.

Che poi a volte basterebbe pensare in maniera semplice, fare una classifica. Al primo posto le persone, dopo i soldi.

Lo so che per vivere serve l’economia, ma questa che oggi massacra, tortura e stermina non è economia, è mostruosità.

Ed io mi sento impotente.

E provo dolore ogni singolo giorno.

Perchè quando un essere umano perde umanità, diventa un contagio per gli altri, ed io vorrei rimanere umano, vorrei mantenere la mia classifica così come è ora, anche se ingenua, anche se populista, anche se banale.

Foto o non foto, ogni bambino massacrato è mio figlio, ogni donna torturata è mia madre, ogni uomo ucciso è mio fratello, perchè non c’è razza e non c’è nazione, ci sono occhi, braccia, gambe, visi, cuori, uguali, ad ogni latitudine.

Lo dimentichiamo e lo continueremo a dimenticare, ed è questo il dramma più grande.

 

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