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Archivio Giugno 2016

GUARDATE QUESTA FOTO!

29 Giugno 2016 Nessun commento

Guardatela ancora.

Poi di nuovo. Attentamente. Guardatela al mattino. Guardatela di sera, guardatela mentre aspettate dal dottore o prima di allenarvi in palestra. Guardatela quando siete felici, guardatela quando siete a pezzi.

Fermatevi. Guardate con tutta la forza e la concentrazione possibili, come di sicuro avrete fatto con quei quadri nei quali l’immagine era nascosta dietro uno strano pattern.

Ecco, ci siete. Voi siete quell’uomo. Quel bambino è vostro figlio.

Ora guardatevi, guardiamoci nello specchio.

 

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educazione alle armi.

15 Giugno 2016 Nessun commento

la “educazione alle armi”, da quando si è bambini, perchè purtroppo oggi che le pressioni esterne sono così forti, bisogna partire da subito. Non ad usarla ovviamente, nonostante il pensiero di alcuni involuti nostrani e stranieri, ma a considerarle per ciò che sono, solo per ciò che sono, mezzi di offesa, spesso mortale.

I cow boys non avevano davvero niente di affascinante, se non il fatto che un pò pascolavano mucche, un pò ammazzavano nativi americani per fottersi la loro terra, e lo facevano con pistole e fucili, a mani nude no, le avrebbero prese di santa ragione.

Dunque, a costo di essere tacciato di “estremismo educativo”, io non ci gioco ai cow boys e nemmeno ai soldati, con i miei figli faccio la lotta, quello si, ma armi, sia pure di lego, io non ne voglio in casa perchè quell’idea poi si sedimenta e diventa in qualche modo normale che un’azione, anche se magari finalizzata a difendere qualcuno, possa essere accompagnata o condotta con un’arma.

Però non sento nessuno che ne parla. Nessuno in tv, nessuno sui giornali, nessuno per strada.

Le armi sono solo ed esclusivamente strumenti di offesa e morte, dai fucili alle bombe.

Chi propone/impone il disarmo di alcuni paesi, tipo  gli Usa con gli stati canaglia, lo fa puntano le proprie di armi, quindi belli cazzi.

Usciamo dall’ipocrisia, non c’è un modo giusto di usare le armi.

L’uomo contiene, a mio avviso, pari dose di merda e pari dose di virtù e noi continuiamo ad alimentare solo la merda e se quella merda trova armi a suo servizio, ecco che il mondo cade a pezzi.

Dunque niente armi in casa mia e nemmeno giochi a base di “bum bum”, perchè non è vero che questi giochi aiutano a capire chi siano i buoni e chi siano i cattivi, o a veicolare l’aggressività.

Senza armi, senza questa abitudine alle armi, saremmo forse pieni di lividi da cazzotti, avremmo attraversato e staremmo attraversando un periodo di continua ricerca di equilibrio tra chi governa e chi è governato, ma non staremmo contando, ogni giorni, su un pallottoliere infinito i nostri morti.

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“Papà, io ti credo”

13 Giugno 2016 Nessun commento

Ieri sera sono salito sul letto di sopra del letto a castello dei bambini, quello che nessuno dei due vuole ancora utilizzare: Ado non se la sente, per Carla è troppo lontano dal vivo della manovra perché lei di notte deve fare casino, alzarsi, chiamarci urlando…Insomma è un letto gioco, i bimbi ci salgono solo a far macelli

E’ ricoperto da una specie di tenda.

Ieri sera ci sono salito, anche io per gioco, mi hanno raggiunto entrambi. Ho iniziato a raccontare una storia, l’ennesima.

Parlava di me bambino, di una esplorazione tipo boy scout, di un improvviso rapimento alieno ai miei danni, di un pianeta da salvare, di un diamante dorato…

Carla si è sorbita la  storia per un po’, con la testa poggiata sul mio petto, poi è voluta scendere. Corrado con il suo nuovo capello rasato a zero e fatto in casa, è rimasto. Mi chiedeva: “ma è vero o è un’invenzione?”

Alla fine del racconto, a pianeta salvato e ragazzino di nuovo a casa, gli ho detto che era vero, che  non avevo mai raccontato a nessuno di quella storia, che l’alieno che mi aveva “rapito” era buono e che mi aveva annunciato che un giorno avrei potuto raccontare tutto ad un bimbo con i capelli biondi e gli occhi blu e questo bimbo, unico al mondo, mi avrebbe creduto.

Poi la storia è finita.

Sono sceso dal letto.

Corrado è rimasto su.

Si è messo a pancia sotto, la testa tra le mani a pensare.

Dopo un minuto mi hai richiamato: “papà” ha detto, “Io ti credo”.

E mi si è aperto il cuore. E’ stata forse la frase più piena di amore della mia vita, di quelle 3-4 da conservare per sempre.

Poi prima di dormire siamo tornati sull’argomento. Gli detto che anche ciò che crei con la fantasia è in qualche modo vero.

Ho dovuto “mitigare”.

Ma quel “papà io ti credo” era vero e mi ha portato più in alto di qualsiasi astronave aliena.

 

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Gli indifferenti della domenica.

1 Giugno 2016 Nessun commento

è partito un nuovo filone, ne sentivamo il bisogno, una nuova ondata moralizzatrice al grido del: “perchè nessuno si è fermato ad aiutare Sara?”.

Evito commenti, evito di dire cose antipatiche.

Mi limito a domandare:

“perchè nessuno di noi si butta in mare a salvare uomini, donne e bambini che affogano?

“perchè nessuno di noi prende per le orecchie i parcheggiatori abusivi che taglieggiano in ogni strada?”

“perchè guardiamo Xfactor mentre sganciano bombe in Siria?”.

Smettiamola con queste lezioni di morale da 4 lire, buone solo per gli articoli di Repubblica.

L’indifferenza è un male enorme, ma è figlio anche di tanta paura ed abbandono; abbandono da parte di chi dovrebbe poi spalleggiare i coraggiosi.

Ho sentito dire: “almeno poteva chiamare il 113″.

Lo sapevate che al 113 o al 112 8 volte su 10 non risponde nessuno? SAPEVATELO

Lo sapevate che quando vai a denunciare un furto in casa (è successo a me), la polizia ti dice: “si si, la denuncia è utile a fini statistici, non per prendere i ladri” ? SAPEVATELO.

Insomma, cari moralizzatori, magari non avrete ucciso Sara con la vostra indifferenza, ma avete ed abbiamo ucciso almeno 100 migranti, migliaia di civili sotto le bombe, per non parlare dei morti uccisi da mafia, camorra, fame, malattie….

Se poi lo scopo a far trovare ai “giornalisti” di Repubblica qualche cazzata da scrivere, allora alzo le mani.

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