Archivio

Archivio Gennaio 2016

“Ti scatterò una foto”

25 Gennaio 2016 Nessun commento

Per fare fotografie belle, mi diceva il tizio che oggi non c’è più, ogni tanto devi metterti a capa sotto e vedere il mondo e le cose in modo diverso.

Io quando scrivo, perché di foto ora ne faccio pochine, ci provo.

Periodicamente viene fuori la stronzata del “family day” e le automatiche manifestazioni a favore delle “altre famiglie”, con floreggio di hashtag, disegni sulla guance da sfoggiare in piazza, fotografie davanti a questo o quel simbolo, baci gay e lesbo in vaticano e tutto il resto. Tutto giusto, ma mettendomi steso a terra, il gomito attaccato al ginocchio, l’orecchio storto e le mani piegate sotto al collo, ho scattato una foto tutta mia con nelle orecchie il motivetto di Tiziano Ferro “ti scatterò una foto”…

Non è la foto del ragazzo gay o della ragazza lesbica che non possono star vicino al compagno o alla compagna mentre si spegne in un letto di ospedale, no.

E’ la foto di un gay o di una lesbica che non si sentono liberi e sicuri di dar la mano al compagno o alla compagna in un giorno di sole mentre, in piena salute, si fanno un banalissimo giro per via Scarlatti, è una foto di un momento come tanti, reso impossibile dalla violenza discriminatoria della nostra bigotta società sponsorizzata dalla peggiore delle istituzioni: la grande madre chiesa di questo caxxo.

Non è nell’emergenza, nel momento di estrema gravità che io vedo il diritto negato: io lo vedo nella normalità, nella quotidianeità.

Anche io ho messo su una famiglia non tradizionale, per la verità più per pigrizia che per scelta, ma tant’è.

Siamo in due, non sposati, con due figli, non battezzati e vi garantisco che litighiamo, urliamo, facciamo pace, ci mandiamo a fare in culo, ci ritroviamo, cazziamo i figli e li amiamo esattamente come quelli che portano la fede al dito. Uguale. Né più, né meno.

E poi sta cosa del “tradizionale”, cosa cazzo significa? Cosa ha oggi la famiglia italiana di tradizionale?

La donna lavora e questo non è tradizionale, i figli danno del tu ai genitori e questo non è tradizionale, gli uomini cucinano, puliscono e sparecchiano è questo non è tradizionale.

Dunque l’unica cosa che si vuole mantenere di tradizionale è l’influenza smodata e discriminatoria della Chiesa.

Ecco perché, lo dico a chi spesso solo per “tradizione” ha fatto battezzare i figli o magari si è cresimato per lo sfizio del matrimonio in chiesa: avete fatto un danno, siete uno di quei numeretti che la Chiesa usa per esprimersi affermando di parlare anche a vostro nome, a nome dei cattolici….

Tutto questo per un po’ di acqua in testa, un vestitino ricamato e due pizzette da Bellavia?

Ora mi alzo da terra, sporco ed impolverato, dolorante per la posizione da Twister assunta per scattare e me ne vado a casa dalla mia famiglia non tradizionale fatta da Federico, Serena, Corrado e Carla, le cui preferenze sessuali, in un mondo di gente senziente, conterebbero né più e né meno di quelle in fatto di cibo.

p.s. Sogno Gesù al Gay Pride

Categorie:Argomenti vari Tag:

Cosa resterà di questi anni 2000-2010- 2016 ecc ecc ecc

7 Gennaio 2016 Nessun commento

Mi domando se è solo questione di tempo.

Di far passare del tempo intendo. Prima che un periodo possa mancarci e magari essere rivalutato o correttamente valutato.

Oppure se questo tempo qui, questi 2000 e passa non mancheranno a nessuno, o magari ad esser catastrofisti non ci potranno mancare perché la terra esploderà in un cumulo di munnezza, scorie nucleari e pezzi patetici di Gramellini.

I più vecchi ricordano e rimpiangono gli anni 40, per i valori, da qualunque parte della barricata si trovassero.

Degli anni 50 manca l’eleganza, quel clima di rinascita.

Gli anni 60 hanno regalato musica nuova, costumi nuovi, mode nuove, da come vengono raccontati pareva di vivere perennemente alla festa delle medie.

Gli anni 70… Gli ideali, le contrapposizioni forti, quei grandi slanci e le grandi conquiste sociali.

Poi gli 80….Se la storia dell’umanità fosse considerata come divisa in fasi di crescita dell’individuo direi che gli anni 80 sono stati quelli in cui i ragazzini hanno preso la patente. Un anno di neo patentati, neo laureati, neo assunti con qualcosa di soldi in tasca, ma ancora a casa di mammà.

Degli anni 80,  che ho vissuto di striscio, mi manca solo il Tenerorso e Indietro tutta. Per il resto solo traumi, tipo l’acquisto da parte di mia madre della cinta “el carro” e dei calzini “Sergio Tacconi”.

Dopo gli anni 80 (o forse causa) è iniziato il declino.

Metto da parte la retorica su come i soldi abbiano sostituito tutto, e di come piano piano ci siamo inebetiti, ne tiro fuori un mero giudizio di fatto, degli anni 90 così come del 2000 e seguenti conservo solo ricordi personali, un po’ poco per renderli validi agli occhi della storia.

Se Raf avesse ancora voce e non fosse malato terminale, potrebbe rivisitare quel suo classico, magari scrivendo “cosa resterà di questi ultimi 30 anni” e poi aggiungendo, un generazione di cazzoni che fa due con le dita, si fa autoscatti in strada e mette la bocca a culo di gallina, ma anche di canari, di mamme su whattsup e di nulla, nulla elevato a tutto.

Continuare la lettura solo se amanti del “lieto fine” e del “finchè c’è vita c’è speranza” e dunque se faticate ad accettare la dura realtà.

Poi comunque ci sono Corrado e Carla, loro miglioreranno il mondo e gli anni a venire, lo stanno già facendo. Dormite tranquilli.

Categorie:Argomenti vari Tag: