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Archivio Agosto 2015

impressioni cubane 2

31 Agosto 2015 Nessun commento

Propaganda.

A cuba i muri sono pieni di murales inneggianti al socialismo, ai risultati conseguiti dal socialismo, ai condottieri vecchi e nuovi del socialismo. C’è una nuova “generazione” di murales che rappresentano il passaggio di consegne da Fidel a Raul.

Dicono siano, ed è ovvio che è così, strumenti di propaganda.

Da Wikipedia: la propaganda è “l’attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifici atteggiamenti e azioni”[1] ovvero il “conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo”.

A Cuba la propaganda è ovunque.

Da noi no….Da noi nessuno cerca di inculcarsi idee, convincimenti, atteggiamenti e azioni….No.

Titolo di un talk show di oggi su La 7: “Profugo uccide coppia di anziani”. E no, da noi non c’è propaganda.

Oggetto di altra discussione nel suddetto talk show: “i migranti hanno tutti il cellulare, indice di relativo benessere”.

Cosa “suggeriscono” questi due argomenti? E’ necessario spiegarlo? Non credo, ecco, allora è propaganda, perchè non necessita di chiarimenti, si insinua, si sedimenta, ci corrompe nell’intimo.

Preferisco l’enorme scritta “socialismo o muerte” o “derrota imperialista”, di gran lunga.

L’impressione è che a Cuba una persona valga ancora, indipendentemente da provenienza, status, colore, cultura. Ma è una impressione.

Certo, c’è, va ribadito, la pesante, intollerabile, pesante coperta della dittatura, ma non riesco a comprendere quanto la nostra di dittatura crei meno drammi, dolori, disagi.

Di nuovo Cuba, dentro di me, vive di contrasti con il mio mondo, per questo dovrebbe continuare ad esistere senza diventare Miami 2, per aiutarci a capire, a trovare una sintesi tra due estremi errori.

 

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impressioni cubane.

29 Agosto 2015 Nessun commento

Non so perchè, ma Cuba è uno di quei posti tornato dai quali non riesci a parlarne senza tirare in ballo paragoni.

Cuba ti costringe a parlare del resto del mondo, almeno di quello che conosci, che io conosco.

Vai a Cuba è dopo qualche giorno dimentichi internet, dimentichi le pubblicità ad ogni angolo di strada, dimentichi i negozi, le vetrine, lo shopping.

E fai incetta di pensieri banali, del tipo “hanno vinto loro”; “hanno scuola, sanità e pane”.

Un attimo dopo vedi gli sguardi della nuova generazione, assomigliano a quelli dei ghetti di New York, o dei quartieri spagnoli a Napoli.

Per ora solo lo sguardo, perchè restano gentili, ti tengono aperto il portone e ti salutano se li guardi, senza chiederti “a stai avenn cu mme?” o l’equivalente spagnolo, pronti a darti una capata o una coltellata.

L’apertura dell’ambasciata americana, che altro non è che una mera modifica formale della rappresentanza diplomatica Usa già presente da anni a Cuba, non cambierà nulla, lo dicono in molti, anche il Sig. Raul, non Castro, ma Raul il proprietario dell’ultima casa che ci ha ospitato.

Dice anche che non può avere un indirizzo email, anzi non potrebbe. Ma un suo amico dottore, (lui si che può averlo per la legge cubana), gliene ha dato uno suo e così può comunicare con il mondo, se non altro per affittare la sua bellissima casa coloniale dai soffitti alti 6-7 metri.

Ed ogni istante che passa capovolgo la mia idea su Cuba, ma più ancora sul resto del mondo.

Penso però che con il nostro sistema siamo ipercritici eppure ce lo teniamo, anche se ogni giorno viene via un pezzo, anche di umanità.

Pensò che con il loro sistema invece si fa presto a giudicare: non sono liberi. Punto. Fine della valutazione. Come fosse un’eccezione preliminare ed assorbente tale da non permettere di entrare nel merito.

Noi siamo liberi vero?

Liberi di far cosa? Di scorazzare nelle gabbie dorate?

L’attimo dopo sono di nuovo convinto che Cuba resti un posto fuori dal mondo, anacronistico e sbagliato.

Poi un secondo ancora, e mi viene in mente New York, che ho visto due volte, per pochi giorni e che mi fa pensare ad una donna ricca e alla moda, giudicata bella perchè ricca, e alla moda, appunto, ma in fondo abbastanza cessa e del tutto autoreferenziale specie nel compiacimento. Ma nessuno ha il coraggio di dirglielo, un po’ come la storia del re è nudo.

Invece Cuba non si racconta né come bella, né come alla moda. Si racconta come è al mattino. Struccata, spettinata, stropicciata, ma con carne e muscoli sodi e questa non è questione di libertà conquistata o negata.

to be continued….

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Immergiti

4 Agosto 2015 Nessun commento

se nei hai le palle piene….IMMERGITI.

se chi ti è attorno non capisce, non parla la tua lingua, non ha i tuoi tempi, i tuoi desideri, i tuoi sogni…IMMERGITI

se i muscoli sono tesi, il fiato corto e lo stomaco contratto, non prendere niente…IMMERGITI.

Non importa a quanti metri scenderai;

non importa quanto tu sia tecnico, esperto, o inserito nel mondo della subacquea, conta solo scendere sotto la superficie dell’acqua, varcare quella porta visibile a tutti, ma nota a pochi.

Varcata la porta si apre un mondo nel quale pesci, coralli, formazioni rocciose fanno solo da contorno. Si apre il mondo dei bambini, quello dello stupore, della libertà, dell’assenza di legami e legacci.

Il momento che preferisco è quando mi giro a pancia all’aria e guardo le bolle del mio respiro salire verso l’alto, e vedo il sole oltre la porta.

E c’è sempre qualcuno che guardandoti così, come in una specie di pace mistica, ti chiede con il segno dell’ ok, “va tutto bene?” E tu vorresti fargli il segno che vuol dire “si, ma andava meglio se non rompevi i coglioni”.

Sott’acqua il puzzule si ricompone, il silenzio diventa melodia, il respiro si fa amico, confidente, fratello; si fa coscienza e ricordo, si fa pace.

Non dura molto, come tutte le cose belle: 40, magari 50 minuti di cui almeno 10, per quanto mi riguarda, passati a prendere confidenza con la situazione, poi però non c’è niente di paragonabile, forse solo gli abbracci dei miei figli, forse solo il tempo in cui era tutto possibile.

Ecco, sott’acqua il tempo viene sostituito, quello ordinario se ne resta sulla barca, giù scorre solo il tempo del tuttoèposssibile.

IMMERGITI.

E non cacare il cazzo a me :)

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