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Archivio Dicembre 2014

26 dicembre

26 Dicembre 2014 Nessun commento

Io metto a posto le cose,

perchè non so aggiustare le persone.

Scrivo alle persone,

perchè fatico a parlarci.

E accumulo, metto sotto, metto via, sapendo che un giorno ogni pezzo andrà a posto.

Nel frattempo metto in ordine, ogni cosa nel suo spazio, come nel tetris, nel rassicurante tetris.

Il 26 di dicembre non si dovrebbe mettere a posto, si dovrebbe stare stravaccati sul divano a bere qualcosa, osservandosi intorno con la sensazione di essere davvero fortunati, ma qui è sempre una trincea.

Però mi dicono che anche durante la guerra la gente si innamorava e magari faceva figli.

In guerra più che in pace ci si innamorava e si facevano figli.

Questo mi rassicura.

E cmq io resisto, noi tutti resistiamo, senza arretrare, o magari arretrando, ma giusto per prendere la rincorsa e buttarci in avanti.

E non è vero che ho paura.

Ho paure piccole; le cose grandi non mi spaventano, non mi fanno chiudere gli occhi, al più mi fanno fare cose a caso, tipo uscire in balcone, il 26 dicembre, salire sulla scala e mettere in ordine uno stanzino intero.

Io metto a posto le cose.

Io metto in fila le parole.

Io contraggo i muscoli, ed è la mia vita.

Inutile star troppo a filosofeggiare.

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Caro Babbo Natale

22 Dicembre 2014 2 commenti

dopo aver demolito Gesù Cristo, i Puffi, ed il Pd, mi sei rimasto solo tu.

La lettera l’ho scritta per Corrado e Carla, ma c’è anche la mia.

Te la invio solo oggi tanto tu, come Amazon, riesci a fare anche le consegne ultimo minuto.

Caro Babbo Natale, sono stato medio quest’anno, c’è da dire che è stato pure un anno difficile. Con il carattere di merda che ho, ogni anno è difficile, quindi sii clemente.

Per Natale, per favore:

ferma la mano di mio padre;

distendi il viso di mia madre;

fammi trovare il modo per volere bene ai miei amici;

salvaguarda per sempre il neo sulla mia scapola;

porta sicurezza e fiducia a Corrado;

alimenta ogni giorno il cuore immenso di Carla;

spiega a Serena che si le alghe sono bellissime, però che cazzo….

muta la rotazione della terra e della terra attorno al sole, e fai entrare più luce nella grotta che chiamo casa.

Caro Babbo Natale, proteggi i Natali da zia Anna.

Fammi immergere lì dove non arrivano rumori, fammi viaggiare, sempre, ovunque.

Fammi allontanare quelli che mi annoiano e pontificano e conoscono le nuove tendenze in materia di qualsiasi cosa dell’universo, ma fa che cresca pure la mia soglia di tolleranza.

Portati via il dolore alla spalla, i rumori al ginocchio e i fianchi che si allaragano.

Aiutami a portare avanti qualche tradizione.

Fammi fare una tombola, anche una soltanto, per il gusto di gridare “ambo” al primo numero  e sentirmi davvero divertente…

Cià Babbucc

 

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Per dire.

16 Dicembre 2014 Nessun commento

L’essere umano nasce buono?

Si sono interrogati in molti, più intelligenti di me.

Per me l’essere umano nasce innocuo.

La società serve a reprimere e controllare gli istinti animali, perchè animali siamo.

Se lanci un pezzo di carne a due essere umani affamati, (anzi una zucchina (suicida), per non scontentare la lobby dei vegani), vedrai che per prenderlo si scanneranno.

Perchè bestie siamo.

Smantellata la società, tornerò schiavi degli istinti più bassi, sta già accadendo.

Volevo solo dirlo.

In sintesi, l’essere umano nasce innocuo, muore infame.

L’ottimismo è il mio pane.

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Ricordi

2 Dicembre 2014 Nessun commento

Purtroppo i ricordi non si possono selezionare.

A volte di un giorno, di un periodo, di un incontro, ti resta in testa solo qualcosa di piccolo e che magari non c’entra niente con quel vissuto.

E quel ricordo resiste per anni.

Una frase.

Una frase pensata male e detta peggio, oppure magari un profumo. Come sabato che, preso dalla disperazione, sono andato a farmi le 4 scale mobili di coin e uscendo, passando per luogo assurdo che è la zona trucchi e creme, sono stato rapito da un profumo, e trasportato altrove.

Mi piacerebbe poter fare come con i file del computer, selezionare, tagliare, incollare, cancellare.

Lasciare solo quello che è bello e sensato.

Anche se so che il più bello spesso è nell’insensato.

E me ne sto qui, come mi immagino si sia sentita Giuliana De Sio quando, a letto con Troisi  in “scusate il ritardo”, lui si mette a pensare al Cesena…Immagino quella donna cui è rimasto attaccato, alle pareti del cervello quel ricordo, soppiantando tutto, l’amore, la tenerezza, il sesso, l’appartenenza.

E me ne sto qui. Stanco.

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