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Archivio Maggio 2014

La vicenda umana

26 Maggio 2014 Nessun commento

Dunque.

Quello che mi interessa, è la vicenda umana.

La mia per intenderci.

La mia di elettore di sinistra.

18 anni di onorata carriera di elettore.

Mi sono dovuto esaltare a vuoto con D’Alema,

ho dovuto: maturare con Prodi per essere responsabile e capire che più eravamo meglio eravamo,

litigare con Bertinotti, provare tenerezza con Diliberto, ingoiare merda votando Follini capolista, (e ho ancora l’immagine davanti agli occhi).

Mi sono perso poi tra nomi improbabili nella selva di politiche, europee, amministrative, fino a rassegnarmi al vecchio Bersani.

Ho preso 4 buttine 4 di Geffer (il re degli antiacidità) per accettare che forse, dico forse, Renzi non era quella faccia di cazzo che sembra quando parla, si mostra, twitta, respira, caca, beve e mangia…Ovviamente non ce l’ho fatta.

Mi sono trattenuto dal votare Grillo, pensando nel buio del soggiorno alla faccia della Lombardi. E’ stata un’esperienza mistica ma alla fine ce l’ho fatta.

O forse ce l’ha fatta il sistema, mi sono cacato il cazzo ed a votare non ci sono andato.

Chi compra i voti e le elezioni ha dovuto comprare meno voti per bilanciare i voti puliti, sia pure inutili come il mio.

Non è un bel gesto e lo so, ma preferisco perdere che vincere cone #RenzisbarbatelleconlaCaspirataedilcervellomadeinZara#.

Quindi a queste elezioni perdo e direi che proseguo in continuità.

D’altronde se avessi voluto votare un Berlusconino avrei votato l’originale.

Saranno tempi bui, come lo sono oramai da molto.

Quello che mi sta a cuore, lo ribadisco, è la mia vicenda umana. Ho paura, tanta paura di finire come qualcuno che un giorno ala domanda “ma tu chi voti PCI, Fascisti, chi? Chi?Chi? Mi rispose con un buco nero negli occhi “Patto Segni”.

Ecco, se ci sarà un “Patto Segni” per me, abbattetemi, fatelo davvero…

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Napoli sole pizza e retorica

6 Maggio 2014 Nessun commento

 

Di sicuro è un mio problema, quello di non essere né orgoglioso né fiero di essere napoletano.

Addirittura mi sfugge il nesso tra l’essere juventino ed aver stuprato, derubato e violentato il regno delle due sicilie.

Mi mancano le basi.

Non riesco nemmeno a capire cosa si intenda per attaccamento alla maglia, specie se considero che quella maglia viene vestita ogni 3 mesi da un giocatore diverso.

Ma mi si dirà: “per questo si dice attaccati alla maglia, perché la maglia rappresenta un ideale…”

Ah ok.

Scusate, così, per mia manifesta ignoranza, quale ideale?

Mica sono contro il tifo, tutt’altro, ho tifato anche io, poi però nel 96, (storia nota a tutti i miei amici, o quasi), ho smesso. La sentenza Bosman in quell’anno liberalizzò il mercato. Da lì in poi non si è capito più una ceppa.

Salvo poche eccezioni non esistevano più i giocatori bandiera, quelli cui pensavi quando decidevi di tifare per una squadra.

Premesso tutto quanto sopra e fatto un mea culpa grande quanto la patana della ex moglie di Cavani, chiedo a chi tiene “coerenza e mentalità”, in cosa si sia manifestata la grandezza del tifo napoletano nella partita di qualche giorno fa.

Va bene che avevano sparato ad un ragazzo (anzi, non va per niente bene, va MALISSIMO), appurato che prima era un poliziotto, poi non era un poliziotto, poi era un ultrà della Roma, poi un franco tiratore bosniaco spaesato dopo la fine del conflitto, poi ancora un cacciatore sardo…Appurato quindi un benamato cazzo e preso atto che la madre del ragazzo colpito, (che pare sia stato arrestato perché non è vero che era Padre Pio redivivo, ma non per questo gli si doveva sparare, CHIARIAMOLO), ha perdonato tutto e tutti che manco il Papa a Natale, insomma tutto questo detto, in cosa i tifosi napoletani sono stati grandi?

Potevano scatenare una guerra…Potevano fare a pezzi lo stadio….Potevano provocare morti e feriti….Ed invece hanno solo buttato qualche bomba carta, colpito un vigile del fuoco da 1.500-1.800 euro al mese straordinari inclusi, e sparato un centinaio di fumogeni.

Insomma, ed in questo io vedo la conferma che il napoletano vive la normalità come un’eccezione, i tifosi del Napoli, gli Ultrà, si sono limitati a comportarsi come esseri senzienti e ragionevoli e non come bestie assetate di sangue.

Sono orgoglioso quindi, devo decisamente correggere il tiro.

Ci sarebbe ancora tanto da dire, sulla maglietta “speziale”, su tale Sig. Carogna, su RenziGrassoAltecarichedellostato tutte ferme a grattarsi il culo ed a pensare “ma che cazzo, una sera che mi sono liberato e voglio vedermi una partita succede tutto sto casino”.

Ma ci sono state e ci sono ancora penne assai più argute della mia a parlarne.

Tutto questo per dire che c’è poco da essere orgogliosi ad essere napoletani, e più in generale italiani.

E non mi dite che non sono così tutti i napoletani perché per 10 bestie così, ce ne sono 1000 che belano dietro.

Ed io sono napoletano eh, di madre e padre napoletani e ¾ di nonni anche loro napoletani. Sono più verace della passata Cirio.

Ma la retorica del napoletano che rivendica il suo essere esempio di civiltà, quando semplicemente si limita ad essere vicino alla sensibilità ed al comportamento medio di un orango educato, non la tollero.

Per me, manco ha senso parlare di napoletano, romano o peruviano.

Ancora sono rimasto al concetto che esistano gli individui…Tutti responsabili delle proprie azioni.

Poi comunque per capire le proporzioni tra napoletano animale e napoletano normale, bisogna andare con la mente ai 3 giorni della visita di leva…Non ne usciamo bene.

Buon calcio a tutti, mentalità e coerenza, mi raccomando, sempre.

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