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Archivio Gennaio 2014

Fame

27 Gennaio 2014 1 commento

che poi ti convinci che il cibo sia solo la pasta, la carne, l’orata al cartoccio, il panino dell’oca nera, il formaggino, il gelato, lo stracazzo indorato e fritto…

Invece ti trovi in un teatro, dopo anni. Quasi non ricordi l’ultima volta che ci sei stato, anzi proprio non lo ricordi.

Sta gente ti racconta storie, ti dà a mangiare emozioni, parole, gesti, silenzi, lacrime, risate… E torni a casa sazio. Talmente sazio che ti va sulle palle tutto e non vuoi ascoltare una parola da nessuno, per non rovinarti la bocca, per non alterare quel sapore…

Perchè la creatività, che tu sia Leonardo o Giggione, va alimentata, va nutrita, anche se parte come un dono.

E così mangio teatro, mangio fotografie, mangio quarte di copertina, mangio Fossati, mangio le mie parole, mangio il quadro trovato dall’amico al mercatino, mangio la libreria inventata dal nulla, mangio i materiali, il calore delle cose, le “legnosità”…Mangio e ingrasso, e non mi interessa, perchè è grasso che scalda.

E voglio dire a Corrado e Carla che possono alzarsi da tavola, ma solo dopo che avranno finito di inventare storie, di disegnare missili dei pompieri, di spegnere incendi di fantasia, di allineare treni di briciole, di svegliare principesse pigre…

Solo allora potranno tornare alla realtà, solo allora potranno fare i bimbi bravi.

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Ritorno alle caverne

24 Gennaio 2014 1 commento

Abbiamo parlato della libreria Guida,  della Gelateria Otranto, ci aggiungo il negozio di peluche Latte e miele, ora è tempo di parlare della chiusura del cinema Arcobaleno.

La retorica è partita subito.

C’è gente che non dimenticherà mai.

C’è chi ricorda il primo bacio in sala, chi il primo film, chi quella pippetta rubata da un tipa che poi, a luci accese, si è qualificata come tale “Aldo mezzanotte”…

C’è chi giura che si impegnerà,  a fare cosa non si sa…Ma si impegnerà.

Ci sono i “vergognisti”; meravigliosi perchè sono ovunque, sanno poco di tutto, ma sono i più rapidi a scrivere, sui social network, o anche sulla pareti dei cessi dell’autogrill, “è una vergogna”.

Ci sono i sociologi, tra cui quelli come me, che cercano spunti di riflessione, tentano, arrancando, di fare profonde analisi socio-culturali. Non ci riescono.

Ci sono gli economisti,  citano Keynes, a caso, ma te lo citano, e diciamocelo, fa fare una bella figura. Poi se gli dai spago spiegano che “sono le leggi del mercato ed il mercato si autoregola”. Allora tu tenti di capire in che modo potrà continuare a vendersi un gelato a 2 euro con un fitto dei locali da 9.000 mensili…Ma allora è chiaro che “ad economia politica hai preso meno di 23″.

Poi i nostalgici. Spesso sono i ns genitori, iniziano con il raccontarti di quando al vomero c’erano i friarielli, poi tirano in mezzo i balletti, (che erano le loro feste), poi, solo incidentalmente ti parlano di quando quel cinema lì, lo hanno aperto e loro c’erano…Se sono in 3-4 , iniziano con una sfilza di nomi “ma te lo ricordi Riccardino Gargiulo? ” ” E tu Susanna, quella si è sposata con Mario Giannelli, che poi si è separato”, “io giocavo a pallone ai salesiani con Felice Passiatore, che poi è diventato giudice di Cassazione”… E vanno avanti per ore, e dell’Arcobaleno che chiude non gli passa manco più per il cazzo.

Infine i miei preferiti. I complottisti. Parlano fitto, fitto, si muovono nell’ombra, hanno come foto del profilo fb un tizio con una busta di carta in testa. Se gli parli di “Anonymus” o Assange possono anche avere un orgasmo.

“E tutta una manovra dicono, dietro ci sono i vertici di Sky, che poi fa capo a bildeberg, che poi lo sanno tutti che al posto dell’arcobaleno ci metteranno una sala di slot, che a chi fa comodo? A Letta ed agli amici suoi. Su, non prendiamoci in giro…” Poi guardano in cielo ed uno di loro, (in genere fanno a turno), sospira: “ste cazzo di scie chimiche…”

No, non prendiamoci in giro, diciamo le cose come stanno, chiude l’Arcobaleno la cui cosa migliore è senza dubbio il pitarolo di fronte. Chiude per mille ragioni. Una ad esempio il fatto che si vive sempre di più in casa, perchè in casa ormai abbiamo tutto e perchè fuori è sempre più uno schifo. Stiamo facendo un percorso all’inverso, stiamo tornando alle caverne, ma caverne design, si intende, e con Sky in Hd…Mica cazzi.

 

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“Le grandi interviste di Pat_thai” – L’ALTISSIMO

2 Gennaio 2014 Nessun commento

“Pronto”

“Buon giorno, padre Gullierme”

“no, no, guardi, credo abbia sbagliato…”

Silenzio dall’altra parte del filo

“figliuolo, mai sentito parlare del dogma dell’infallibilità del Papa?”

Senta, sto facendo mangiare i miei figli…

- e me lo dice così? Alla luz del sol???”

A quel punto una voce in lontananza…

“Ah Francè, t’amo comprato er Samsung coi tasti grandi, l’iphone è solo per skypeeeee! Ormai la gente quanno suona er telefono sta più in ansia de quanno doveva risponnè –Europa Europa- e daje”

Poi un parlottare confuso…

“scusa figliolo, sai le nueve tecnologie… Mi è partito un numero per un altro, comunque buongiorno, buongiorno, io sono Francesco…”

La tentazione è facile ma resisto e dico: “Francesco chi?”

E lui, con tono alla James Bond, mi fa, “Francesco, Papa Francesco”.

Nel frattempo Corrado e Carla si sono ricoperti di pasta e lenticchie, ma li lascio lì, l’occasione è da non perdere.

Resto per un po’ in silenzio, cerco di capire se mi sta prendendo per il culo.

Nel dubbio gli dico: “senta, maestà”

“no no, llamame P.F.”

“PIF? Come quello di MTV?”

“No, como Papa Francesco…claro?”

“Ok  P.F., così, su due piedi, mi ha preso un po’ la fissazione delle interviste, mi sarebbe piaciuto molto intervistare un Papa, ma mò ne siete due, finisce che la gente fa confusione, scambia te per l’altro e insomma, la butto lì, intervistare direttamente lui? L’Altissimo.

“P.F. è uno che non tira le cose per le lunghe, resta un po’ in silenzio  e po mi fa: escuchame, no es facile quello che me preguntas, pero possiamo provarci, vieni a trovarmi, prendi un appuntamento con   il mio assistente. Hasta pronto.”

“aò”

mi dice il suo assistente.

“come sei messo p a befana?”

“mi sarei organizzato per prendere un po’ di caramelle e dolciumi alla pignasecca che costano meno…”.

“amo messo n’artro umorista. Senti, fatte trovà er giorno da befana ae 7 der mattino davanti ar vaticano. Ce trovi un venditore de ostie cor carretto. Me trovi lì, c’ho er vestito da prete e du mani come Gianni Morandi…”

“ok, ci sarò” e attacco.

Arrivo a Roma il giorno prima, una mia amica mi ospita sul divano, nessuno, io per primo crede che stia accadendo.

La cosa si svolge molto rapidamente, l’assistente di P.F. ed io ci incontriamo al punto concordato.

La piazza è semideserta, entriamo in Vaticano da un porta laterale, scansando una mezza dozzina di guardie svizzere vestite in tipici abiti, roba che manco Moira Orfei.

“Mi aspettavo di incontrare il Santo Padre”, dico facendo trapelare un po’ di disappunto.

Il tipo mi squadra dall’alto e poi mi dice: “lassa stà, pe sta storia dell’intervista è successo un macello. Razi l’ha saputo e ha piantato un casino: -non tovevi tire si prima di avermelo detto, io sono Papa quanto te, non funziona che un papa scaccia attro Papa…”.

Alla fine hanno deciso che ti avrei accompagnato io.

Mi raccomando, fai una cosa rapida, lui sta qui solo un giorno al mese per faccende d’ufficio, poi deve scappà.

Eccoci. Quello è il suo ufficio e mi indica una normalissima porta di legno bianca.

Entro. E’ tutto diverso da come me l’aspettavo.

Alle pareti ci sono una decina di foto con dedica, faccio in tempo a leggerne qualcuna.

“A Dio con diffidenza” firmato Carl Marx;  “condoglianze”  Friedrich Nietzsche; “lascia che ti spieghi” Ponzio Pilato.

La stanza è essenziale ma accogliente, poltroncine in pelle Le Corbuasier, un piccolo stereo che passa musica jazz e le foto di cui sopra.

Dopo 5 minuti si apre una porta, una Signorina in tallier nero mi fa segno di entrare e poi resta fuori.

Lui è seduto dietro una grande scrivania piena di carte.

La luce che filtra dalla tenda gli rischiara la folta capigliatura. Per un momento ho il dubbio che si tratti dello Zio Alfred di Candy, poi lui mi dice:

“no, ragazzo, non sono lo Zio Alfred…”

“Ecco lo sapevo, legge nel pensiero”.

“Si, leggo nel pensiero, quindi stai in campana”.

Non esce mai da quella zona di penombra. Anche se gli occhi si sono abituati alla poca luce, non riesco a scorgerne i connotati.. Se ne sta seduto, ma pure in quella posizione si capisce chiaramente che è davvero altissimo, e capisco il perché del soprannome.

“Gli è andata bene”, penso, potevano dargli dello “scellone”.

“ragazzo…” mi fa…

“ certo certo”, provo a giustificarmi, Lei legge nel pensiero….

“Dammi del tu”, mi fa, “ma nun te spustà ca vocc”

“Iniziamo”, non ho molto tempo, “10 domande, non una di più, se non rispondo, tu non insisti, se dici o fai qualcosa di sgradevole scateno uno tsunami da qualche parte, ok?”

“Bè, mi sento leggermente responsabilizzato, ma direi che può andare.”

D. “Dunque esisti… La prima è una curiosità: Ma i dinosauri, li hai fatti così, per cazzeggiare?

R. “passa alla seconda”, mi dice pigiando un bottone sotto la scrivania.  E da qualche parte si allaga un Bangladesh.

D. “Nel vecchio testamento sei infame da far paura, fai ammazzare fratelli, mamme, donne adultere, mandi epidemie, alluvioni, spacchi montagne, stermini popoli, mandi angeli vendicatori che manco Pinochet dei bei tempi, poi nel nuovo testamento tutto “I love You”, “io sono qui per voi, vi mando mio figlio”, “siate buoni, scurdammec o passat”…Che peso ha avuto il passaggio dalla terapia psicodinamica a quella cognitivo-relazionale?“

Stavolta mi risponde

R. “bè, diciamo che quando te ne stai fermo nel creato, da solo, per l’infinità del tempo, un po’ ti annoi, tendi a commettere qualche ragazzata. Poi come tutti, quando hai un figlio, cresci di un botto”

Si apre un varco, mi sforzo di pensare, perché le domande preparate mi sembrano tutte inadeguate ora.

D. “Tanto tempo, una vita così lunga e intensa ed un solo figlio? Per giunta hippy e capellone e con la fissa dei miracoli, come mai?”

R. Qui si commuove, parte un po’ con la retorica del “siete tutti figli miei”, ma poi si ferma, si aggiusta un po’ il ciuffo di lato e dice “sta storia di Gesù, ci ha scossi tutti in famiglia, doveva solo provocare un po’, ma si è fatto prendere la mano…”

Capisco che è meglio non insistere.

D.“Veniamo a qualcosa di frivolo, hai creato il mondo in 6 giorni ed il 7° ti sei rilassato. Che hai fatto? consigli per il weekend?”

R. “Il weekend lo passo a organizzarmi quella che chiamo -l’agenda cataclismi-“

D.“Due Papi, + un papi, non credi che tutto ciò possa generare confusione?”

R. “Troppi Papi a cantà nun schiara mai Juorn. Inoltre questa storia non è chiara nemmeno a me, alla fine ho rinunciato a capire ho detto a Razi e P.F. Uagliù, facit quello che volete, ma non facit mettere l’IMU, e così è stato”.

D.“Dimmi un po’, come funziona la storia delle preghiere: cioè, è meglio se prego te direttamente, o se passo per qualche Santo o per la Madonna? A livello di iter burocratico come è meglio?”

R.“Va che la gente ha scambiato la preghiera per la richiesta di elemosina. Si deve pregare per mettersi in pace  con se stessi ed invece…Mi arrivano  preghiere, sempre più assurde.

Apre il Mac Book God edition che ha sulla scrivania, evidentemente accede alla sua casella di posta e inizia a leggere ad alta voce:

“Ti prego Signore, fa che per Natale mi regalino le zizze come a Belen”, poi.

“ Ti prego Signore ad X factor Aba deve uscire, mi sta proprio sulle palle” e ancora:

“Signore bello, ti prego, vir che e a fa, a mio marito manco o pillol blu l’aiut, na pigliat 2 ogni giorn, stev diventand blu ca manco nu puff, però niente…”.

“Questo per dirti che, co tutt o ben, ma io le preghiere manco le ascolto più.”.

“Azz. Questa è una notizia” penso, “ho tirato fuori lo scoop…”

Ma lui mi legge nel pensiero e fa, “uagliù, sultant tu nun o sapiv”.

“Mo fai presto, tieni altre 3 domande, poi teng che fa”.

Ok ok.

D. “Ti mette a disagio il fatto che le case dei camorristi sono piene di statue di santi, madonne e gesù cristi? Come è essere Dio a Napoli, in terra di Gomorra?”

R. “Aè, ci mancava l’idealista: La politica è politica, qua servono i fedeli. Allah, non dorme mai….E Maometto a livell e P.R. fa i buchi a terra…”

 

D.“Permettimi un po’ di gossip. In quanto Dio dei cristiani, ci hai intossicato l’esistenza con la storia del matrimonio, della monogamia, della fedeltà ecc, tutto per coprire la faccenda della –immacolata- concezione. Giuseppe nun ha ritt nient, e tu te si pigliat collera?”

R.“Ho dovuto, se stav già facenn a nominata….”

D.Ultima domanda, “se non fossi Dio, chi vorresti essere?”

R. “Mi piace assai Tom Cruise, pure si sa fa ca concorrenz…”

“Mo te ne deve andare”, mi dice bonariamente.

Faccio per andargli incontro e stringergli la mano, ma una luce abbagliante mi respinge.

“Vabbè, come non detto, Ti ringrazio”.

Mi fa un cenno con la mano, la porta alle mie spalle si apre, faccio per uscire, mi fermo un istante

“Patetè, cmq grande gol il primo con l’Inghilterra…”

Lui si alza in piedi, per la prima volta in tutta la conversazione, fa un piccolo movimento verso destra con la testa e con il pugno e dice:

“e che t’o dic affà”.

Lascio il Vaticano dalla stessa porta laterale, dalla quale ero entrato, la piazza nel frattempo si è gremita. Vedo un gruppo di boy scout che si sta fumando anche i gagliardetti.

I Papa Boys si sfidano a colpi di canzoni improbabili. Una decina di suore filippine se ne sta impalata a guardare verso la finestra.

“Avessar sapè” penso…E me ne vado a passo svelto verso la metropolitana…

 

Nota dell’autore:

Per par condicio l’autore dell’intervista si è dichiarato disponibile ad intervistare i “Dio” di tutte le altri confessioni religiose.

Un grazie speciale a P.F. per la squisita disponibilità.

 

 

 

 

 

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