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Archivio Settembre 2012

E brava la maestra

14 Settembre 2012 Nessun commento

Ado, 2 anni, 4° giorno di scuola.

2 anni in cui Serena ed io abbiamo accuratamente evitato di introdurre giochi come pistole, fucili, spade ecc…

E no, non siamo di quelli integralisti che vogliono crescere il figlio come un Hippie o cose del genere, tutt’altro. Entrambi ci auguriamo che sia integrato, parte di una comunità, attento anche a come ci si propone agli altri, pronto a modificare qualcosa di sè per meglio inserirsi.

Però…Però sto fatto delle pistole, dei pistoleri, dei cazzo di cow boy che poi erano gente di merda che ha rubato terre e richezze, che ha stuprato donne, ammazzato bambini, su sto fatto io non transigo.

Se proprio devono insegnare le canzoncine che parlando di mazzate e scontri, gli insegnino quelle degli indiani allora.

Oggi la brava maestra, forse made in cepu, ha pensato bene di proporre l’allegra canzoncina del pistolero che fa pum pum,  e Ado, da bimbo attento e curioso, è tornato a casa facendo pum pum…

Proprio stamattina ci chiedevamo: “chissà quando tornerà a casa ripetendo cose che non gli abbiamo insegnato noi, ma altri”, pensando però a parole, giochi, espressioni e non a questo odioso “pum pum” del pistolero assassino e pure un pò coglione perchè, da testo si evince che la pistola ci si sarebbe pure inceppata…

E su cazzo, io non sono il vegetariano che piange di fronte ad una fiorentina, o un canaro che  si addormenta con il cane perchè lui ha paura del buio, tutt’altro,  spesso quando mi lavo i denti lascio scorrere litri d’acqua e guido un inquinantissimo beverly del 2000 a petrolio. Quindi non voglio passare per il fricchettone del cavolo, ma c’è una bella differenza tra consumare troppa acqua e comunicare a dei bambini di due anni che avere “un ferro” in mano e sparare a cazzo sia tutto sommato “normale”.

E non mi vengano a dire che è solo finzione, perchè io del gioco del “finto stupratore” non ho mai sentito parlare, quindi è evidente che se non si vuole che passino messaggi sbagliati, non bisogna nemmeno veicolarli attraverso il gioco.

Non sono nè un pedagogista nè un pedagogo, sono solo uno che ha 2/3 certezze, una delle quali è che tutti siamo dentro aggressivi e potenzialmente violenti e questa indole va tenuta a freno, va educata, va blindata e correttamente incanalata e mi amareggia che in un mondo dove, ogni 5 giorni, un ragazzino entra in una scuola e fa fuoco sui compagni, ancora si riesca a pensare che giocare con le pistole sia giusto e normale.

Il gioco è il modo attraverso il quale insegnamo a vivere ai ns figli e con il quale gli rappresentiamo la realtà, poi è ovvio che la realtà sarà altra e la conosceranno attraverso l’esperienza, bella e brutta, ma è anche vero che gli strumenti che gli diamo devono essere rivolti verso il bene.

Vabbè, perdonatemi lo sfogo, l’alternativa era fare irruzione nella scuola, pararmi davanti la maestra e sputarle in un occhio e di fronte al suo sgomento dirle: “maestra, ma è solo la canzoncine della pioggia…”.

Ma vafancul va….

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