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Archivio Aprile 2012

Bella Ciao

23 Aprile 2012 Nessun commento

Mi commuovono sempre meno cose tra cui, non nell’ordine:

1) gli abbracci tra padri e figli;

2) gli abbracci tra amici;

3) i ragazzi che protestano in piazza (quando non volano le mazzate);

4) qualche puntata di “sfide”;

5) i gruppi di manifestanti, dagli alpini ai bambini dell’asilo, che cantano “Bella Ciao”.

“Bella Ciao” io la canto a mio figlio per farlo addormentare, non perchè sia noiosa, ma perchè parla di amore, un amore che ora lui non comprende, ma che sono certo gli si attaccherrà addosso per il tempo a venire.

“Bella Ciao”, per me, non c’entra niente con l’essere di sinistra, partigiani, comunisti o chissà cosa.

E’, oggi più che mai, un grido di protesta, di indignazione, un’ancora cui aggrapparsi quando finiscono le parole per stigmatizzare e condannare la corruzione, il malaffare, la strafottenza, l’ingiustizia.

La parte che preferisco  è quella che dice “e se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir”, perchè racchiude tutto l’amore per il più alto degli ideali “la libertà”,  al cospetto della quale anche la morte è un sacrificio che si può compiere.

E mi commuovo perchè oggi, molto più che in passato, la libertà, in tutte le sue declinazioni, è stata ed è offesa e martoriata e noi ce ne stiamo inerti, convinti che urlare e organizzarsi sia sbagliato; perchè ci hanno convinti che star buoni e lasciar fare sia la cosa migliore; perchè il dissenso, la protesta, la giustificatissima rabbia sono definiti “antipolitica”.

Ma non è così!

Care teste di cazzo che stata finendo di affondare questo paese già di merda di suo, voi siete l’antipolitica e voi povere merde state riusciendo nell’epica impresa di unire il popolo, che sia di destra o di sinistra, facendo in modo che chi è onesto, si curi di riconoscere nell’altro solo l’onestà e non più l’appartenenza politica che oggi è un lusso che non ci si può permettere di porre come pregiudiziale.

“Bella Ciao” mi commuove, perchè mi fa montare la rabbia ed anche il desiderio, quello di esser capace di capire da me cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche a costo di trovarmi contro il sistema.

Per questo spero che a mio figlio resti qualche strofa, qualche parola, qualche ricordo perchè qualcuno, prima o poi, dovrà pure alzare la testa…

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C’è chi c’ha la Coppa America e chi la sagra del cinghiale…

10 Aprile 2012 Nessun commento

in questi giorni non si fa altro che parlare della coppa America, della pedonalizzazione di via Caracciolo e dei disagi patiti da tantissimi o dell’entuasiamo di altra parta della cittadinanza.

Come al solito c’è voluto un attimo per creare le due tifoserie: da un lato quelli che sacrificherebbero il lavoro e gli affetti pur di avere il lungomare pedonale e dall’altro quelli che “o si fa tutto come in Svizzera o inutile anche solo provarci che tanto è tutto sempre e comunque un merda”

Io non voglio fare il “cerchiobottista”, però non riesco a comprarmi la maglia di una delle due squadre…

Lunedì con la mia Bianchi d’annata ed il seggiolino fresco montato per mio figlio sono sceso dal vomero e sono andato “giù”. Sono arrivato presto, quando ancora si riusciva a camminare e, complice la bella giornata di sole, sembrava davvero di stare in un’altra città.

Sono bastate due ore perchè si creasse il solito casino alla napoletana. Gente chiusa in villa comunale che non riusciva ad uscire e gente che voleva entrarci e che si trovava respinta da un muro umano.

In mezzo a questo delirio decine tra vigili e poliziotti sbandati ,e volontari della protezione civile disorientati come se fossero stati rapiti dai talebani.

Ahinoi non è colpa del Sindaco, (che ho votato e voterei solo per la pochezza dell’avversa proposta politica, ma che cordialmente detesto), è colpa della nostra mentalità paesana e priva di progettualità.

Mi spiego: si sono fatte opere di “rappezzo”, niente destinato a rimanere, si sono trapiantate nuove aiuole in villa, ma non hanno rifatti la pavimentazione, hanno pedonalizzato via Caracciolo, ma non hanno potenziato il trasporto pubblico, hanno chiuso le strade, ma con misere transenne che con un pò di vento vanno giù e poi, tutto attorno alla ZTL il caos totale…

Però…Ecco il però che mi fa trovare in disaccordo con i professionisti della critica a prescindere; però è un inizio, un modo per contarsi, per vedere quante bici, quanti roller, quante persone hanno voglia di riprendersi, se non la città, almeno un pezzo, un piccolo, maldestro e malgestito pezzo di vivibilità.

Napoli sarà una citta civile quando via Caracciolo sarà non solo balneabile, ma liberata dai camorristielli che “gestiscono”, sotto lo sguardo indifferente delle forze pubbliche,  l’accesso al mare.

E’ un inizio dicevo, come lo fu quello di Bassolino che liberò piazza Plebiscito dalle auto, anche se Bassolino poi a fronte di quel regalo si è preso decenni di questa città…

Io ci spero, perchè ieri sono tornato a casa con un sorriso grande come il mare che ho potuto ammirare libero da moto, motorini e auto.

Poi tutto è perfettibile, questo è certo, ma di fatto, una città come Napoli, deve aggrapparsi ai piccoli passi, solo così, giorno dopo giorno, errore dopo errore si riusciranno a modificare le coscienze.

Critiche ne avrei anche io a morire, però le ho sopite raccontandomela come una bella sagra del cinghiale, dove si fanno un pò le cose a caso, dove ad un certo punto ti svacchi sul prato e ti dimentichi pure del cinghiale che non c’è, senti solo il calore, il sole, il mare…E per un momento pure la pizza, perchè tanto lo sai bene che Napoli sta ancora al livello del Congo, però ogni tanto illudersi è un lusso che ci si deve, per forza, concedere…

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Carla…

4 Aprile 2012 2 commenti

Non scrivo molto, mi capita tutte le volte in cui la vita mi sorpassa, nel senso che va oltre i miei pensieri, le mie riflessioni, le mie dita sulla tastiera.

Sabato Serena ha avuto qualche problemino, domenica alle 7.30 eravamo diretti verso il pronto soccorso del Fatebenefratelli per capire se Carla, la nostra bimba in arrivo, aveva deciso di giocare di anticipo.

A parte la strada per raggiungere l’ospedale, in grado di far venire le doglie ad un uomo, mi hanno colpito due cose: la prima, il pronto soccorso dove per essere ricevuti devi poter bussare ad un citofono. Mi sono immaginato un tipo accoltellato di fresco che riesce a trascinarsi fino al Pronto Soccorso, tra mille difficoltà, e poi schiatta nel vano tentativo di raggiungere un campanello…

La seconda, il pronto soccorso di ginecologia è al secondo piano…Teoricamente se uno non fosse in grado di  arrivare all’ascensore dovrebbe esserci qualcuno che ti ci porta con lettino o sedia a rotelle…Dovrebbe…

Comunque tutto a posto, nessun parto anticipato, almeno per il momento.

Io me la sono raccontata come un richiamo di mia figlia: “papà, mi hai sostanzialmente ignorato per 8 mesi, ora vuoi accorgerti di me?????”

Bè mi sono accorto di te, già da tempo, ma in modo silenzioso, perché il primo figlio è un’ostentazione, un qualcosa di primitivo che vuoi far sapere al mondo. Ma il secondo, ancor più se femmina è qualcosa di più intimo, è un vero e proprio salto di qualità.

Cara Carla, o come prenderemo a chiamarti non appena nata, tu hai compiti meravigliosi e gravosi. Tu trasformerai una coppia con figlio in una famiglia; tu educherai tuo fratello al rapporto con le donne, tu insegnerai a me una tolleranza ed un rispetto che poco conosco; tu mi “costringerai” ad un amore che mi è sconosciuto.

E’ vero che temo le tue minigonne, i rossetti, i vestiti attillati, le sigarette di nascosto e quelle facce sempre troppo brutte che proveranno ad accompagnarti, ma queste cose le supererò. Io temo di non saper trovare una via per parlare a te che hai un cuore di donna e questa cosa me la dovrai, in qualche modo, insegnare anche tu.

Ieri mi hai voluto fare una piccola “cazziata”…Bè l’ho recepita.

Ora però fai la brava, mettiti comoda, prenditi ancora tutto il tempo di cui hai bisogno, io qui sto facendo i salti mortali per farti trovare un nido come si deve.

Ho un po’ paura, più paura di quando è arrivato tuo fratello, ma tu in quanto donna ci farai l’abitudine a noi uomini dal terrore facile…Ti aspetto, con amore, papà.

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