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Archivio Febbraio 2012

“E voi non avete fatto niente?”

17 Febbraio 2012 Nessun commento

Spesso, parlando della Germania nazista, si sente domandare, per lo più retoricamente: “possibile che nessuno si fosse accorto dell’aberrante ideologia nazista?”. A parte che qualcuno si, se ne era accorto, c’è però da dire che la maggior parte non fece altro che continuare la propria vita.

Da questa banale considerazione discende un interrogativo che mi spaventa non poco: “ci stiamo davvero accorgendo di cosa sta succedendo oggi?” Parlo delle politiche di terrorismo economico guidate dalla stessa Germania, spalleggiata da un’ Europa che non c’è, che par aver assorbito, con relativa fretta, i suoi sensi di colpa per le rovine del secolo passato; parlo dei banchieri che sempre più stanno edificando imperi sulla miseria della gente comune. Parlo delle tante restrizioni alla libertà individuale, spacciate come provvedimenti inevitabili a salvaguardia di un bene fondamentale che una volta è la sicurezza nazionale, un’altra la tenuta dei conti dello Stato, un’ altra ancora il bene comune…

Ieri, in un’ interessante trasmissione su Radio Capital, davano lettura del primo articolo di varie costituzioni. Ad un certo punto si sono soffermati sul diritto alla felicità sancito nella dichiarazione di indipendenza, (anche se erroneamente dicevano  fosse contenuto nella costituzione americana), come principio cardine e poi del lavoro indicato nella nostra di costituzione, come principio altrettando fondamentale.

Una professoressa di non so cosa, intervistata sul perchè di questa differenza ha, molto saggiamente, detto: “la felicità passa per il lavoro”, lasciando intendere che senza denari, “nun se cantan messe”, come si dice dalle mie parti.

Bè, oggi ci stanno rubando, ci hanno già rubato, la felicità e nessuno di noi pare averne piena consapevolezza.

Ci continuiamo a comportare come se l’autobus impazzito sul quale viaggiamo avesse ancora un conducente. Bè non solo non ha un conducente, ma lo stanno anche speronando.

Io non lo so se è davvero la Germania a guidare questa sorta di progetto politico economico, quanto mai eversivo, so solo che tra 40 anni qualcuno potrebbe intervistare un Federico qualunque e chiedergli: “ma voi gente comune, non vi eravate accorti di niente?”, “Voi, non avete fatto niente?”.

In questo, facebook ed anche i blog rappresentano più che una piattaforma per organizzare l’alternativa, una sorta di ammortizzatore sociale, una valvola di sfogo per la rabbia, l’insoddisfazione, la frustrazione, l’avvilimento…

Io non ci credo che qualcuno lassù sta facendo il nostro bene, non ci credo che è necessario buttare nel pozzo la Grecia e continuare con le stesse regole.

Ci stanno ingannando, eppure non facciamo nulla, eppure io stesso non faccio nulla ed è così maledettamente frustrante…

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Un bravo no eh?

13 Febbraio 2012 6 commenti

C’era una volta la favola dell’uomo di casa, tutto lavoro e poca famiglia, tranne nel weekend o in occasione delle feste comandate, quello che guadagnava bene e che poteva sempre dire “io lavoro tutto il giorno, per tutti, quindi quando torno a casa voglio pantofole e piatto a tavola”…Bè, non che fosse il mio modello, ma in ogni caso, giorni come questo lunedì mi danno l’ennesima conferma che io non sono così, io non sarò mai così, la mia vita non me lo permetterà mai, per fortuna o purtroppo…

Sveglia alle 8, vestizione al buio per non svegliare Chicchinide, auto: un’ora di traffico per arrivare all’ingresso della tangenziale, poi ancora traffico per arrivare a Casoria, udienza…Un Giudice idiota sbaglia a segnare sul fascicolo la data di rinvio e così la mia andata risulta del tutto inutile. Faccio un controllo in cancelleria, mi affretto a tornare a casa per dare il cambio a Serena che deve andare a lavoro; il “Collega” di controparte mi trattiene con discorsi di una inutilità disarmante, me ne libero dopo 15 minuti di noia eterna, poi è la volta del cliente di controparte che mi segue fino all’auto per dire anche lui cose a caso, mi stringe la mano e quasi me la fa a pezzi perchè la sua è il doppio di quella di Morandi ed ha dita grandi come i guanti che si vedono sugli spalti delle partite NBA.

Eccomi a casa, mi prendo Corrado, lo porto, senza passeggino (per la prima volta), in giro prima per via Scarlatti, poi in Floridiana. Dopo pochi passi mi fa subito capire che non sarà facile. “Atto, atto” (traduzione di google dal chicchinese all’italiano: prendemi in braccio così che da lassù io possa avere un punto di vista privilegiato).

Un pò tenendolo in braccio, un pò facendolo camminare arriviamo in Floridiana, sul prato lo lascio libero e lui socializza, ma devo essere vigile come uno dell’antiterrorismo, perchè i bambini si fanno male solo quando non li guardi, quando invece li segui possono fare pure i tripli carpiati, non succede nulla.

Il ritorno a casa si fa via crucis dopo manco dieci minuti, di nuovo il suo “atto atto” stavolta sbiascicato come quello di un ubriaco. “Brutto segno” penso. Brutto segno, decisamente. Lo prendo in braccio, mi spara un paio di sbadigli e crolla , lui è i suoi 12 o 13 kg non so. Riesco solo a pensare alle donne africane ed a come si portano i bambini addosso per tutto il giorno, vorrei essere una di loro, almeno in questo lunedì mattina. Ed invece sbuffo e affanno e mi maledico per il fatto di non fare pesi che saranno 2 anni, ma ciò nonostante mi butto su per le scale di torrione sammartino (pendenza del 90%)

Finalmente a casa! Lo poggio delicatamente sul lettone, lo svesto, gli cambio il pannolino tutto questo cantandogli canzoni inventate. Riesco a metterlo nel suo lettino senza svegliarlo…

A quel punto mi dico “fatto 30, facciamo 31″, prendo scopa e spazzo tutta casa, 56mq, 56! Poi via di alcool e straccio per lavare.

Non capisco più dove finisce l’avvocato, (se è mai iniziato), dove inizia il papà e dove si trasforma in sguattero.

Tutti a parlare di quanto siano efficienti le mamme, del loro multitasking e via così, cose vere per carità, però ci sono quelli come me, e sono tanti, che fanno tutto e quando dico tutto, dico tutto, dal progettare un viaggio al sollevare i divani per pulire, dal cercare una casa più grande, a coltivare il progetto di diventare uno dei massimi esperti di Muhammad Ali.

E sono solo le 13. E cazzarola, se mi riesco a fermare mi dico pure “bravo”.

p.s. lo so da me che non sono bono nemmeno un decimo di quello della foto, astenersi perditempo quindi:)

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