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Archivio Agosto 2011

Cuba il “giorno” dopo…

31 Agosto 2011 2 commenti

Cuba Fede 553Cuba il giorno dopo è un ritratto che fa fatica a ricomporsi.

Ero partito con le mie idee stereotipate sulla “rivoluzione”, sulla patria del socialismo reale, sulla dittatura di Fidel, con il mito del Che e i dubbi che fosse tutto una specie di parco a tema.

Ho visto un paese affaticato, ma con persone gentili, rilassate, pochi, pochissimi negozi, ma dopo un pò non ci ho fatto più caso e mi è venuto da pensare che tutto sommato si può anche uscire in strada per il gusto di guardarsi attorno, di incontrare persone, per parlare e magari giocare  a domino, senza il bisogno di paralizzarsi davanti a vetrine e vetrinette.

Nei rari negozi ho visto pochissimi prodotti, scelta quasi azzerata, e poi oggi al Carrefur di fronte ai 15 tipi di detersivo per lavatrice, mi sono sentito smarrito, al punto da rimpiangere l’offerta unica.

Ho visto il mausoleo ed il museo del Che e, senza finto pudore, mi sono commosso davanti alla sua lapide e davanti a quelle dei suoi compagni, tutte con il solo nome di battesimo o di battaglia, ad indicare che uguali erano nella vita ed uguali anche nella morte. Su quella del Che, era scritto solo “Che”, come a voler racchiudere tanta grandezza d’animo, tanto coraggio ed anche tanta follia rivoluzionaria in  3 sole lettere.

Dopo qualche giorno di ambientamento non  ho potuto far a meno di pensare che, sebbene la libertà resti un valore imprescindibile, forse il più importante in assoluto, un sistema come quello cubano, dove i vecchi hanno un posto nella società, dove i bambini sono bambini, dove non è in corso una guerra frenetica per guadagnare sempre e di più, dove ciascuno ha una casa, dove tutti, ma proprio tutti, possono andare a scuola, e tutti, proprio tutti, laurearsi se lo desiderano e lavorare usando il titolo conquistato, bè un sistema del genere non può bollarsi semplicisticamente come “sbagliato” o “superato”, non più di quanto non sia “sbagliato” o “superato” il nostro di sistema.

Cuba il giorno dopo pone tanti interrogativi sulla natura dell’uomo, su cosa sia per lui più importante: la giustizia, la serenità, la sopravvivenza minima garantita, o il desiderio di realizzarsi, di gareggiare e primeggiare.

Mentre giravo per La Havana avevo come l’impressione che seduto in qualche bar, su una panchina o lungo il Malecon ci fosse Fidel a guardare la sua creatura, contemplandone limiti, difetti e pregi, riflettendo sull’umana impossibilità di un sistema perfetto, consolandosi con il pensiero di aver messo su un paese dove un bambino può diventare un uomo istruito, dove chiunque può avere accesso a cure mediche di qualità.

E pensavo che magari Fidel su quella stessa panchina si stesse chiedendo: “perchè è toccato al Che morire e farsi mito ed a me sopravvivere e trasformarmi in dittatore? Ma di certo questa mia visione un pò romantica non corrisponde nemmeno lontanamente al vero.

Di vero però ci sono le parole dei cubani con i quali ho parlato, quelle di chi mi ha detto che Cuba deve mettersi a confronto non con l’Europa, ma con la miseria dei paesi del suo continente, oppure quelle di chi mi ha detto che Cuba non può rimanere ferma al 1950, o ancora di chi vorrebbe viaggiare, di chi ha smesso di fare il professore all’università per fare l’affittacamere, di chi tutto sommato si sente orgoglioso di essere cubano.

Cuba il giorno dopo stenta a farsi capire, 20 giorni, come sempre, sono pochi, ma sono stati  abbastanza per liberarmi di una serie di falsi miti.

Il giorno che, come da prassi, mi sono sentito male, nella casa particular dover alloggiavamo mi sono sentito protetto, in famiglia, così come mi sono sentito protetto ed in famiglia nelle strade, nei bar, nelle piazze, questo non sarà tutto, ma è già tanto per chi è abituato a vivere guardandosi dal vicino di casa, di parcheggio o di ombrellone.

Mi resta addosso un sapore di buono, di pulito, come quando incroci lo sguardo di bambino che gioca, e lo apprezzi ancor più sapendo che presto quel bimbo perderà l’innocenza. Anche Cuba presto perderà la sua innocenza, forse ha già iniziato, però è ancora lì, un pò indietro, o forse tanto avanti, c’è solo da stabilire in che direzione stia il traguardo, se traguardo e se gara deve essere…

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Cuba

8 Agosto 2011 3 commenti

cu€baparto di nuovo per un luogo lontano, dopo 2 anni di stop…Sento l’adrenalina confondersi con l’ansia e le due cose diventare energia allo stato puro. Serena ed io abbiamo fatto di tutto per ridurre al minimo i bagagli e così, con i nostri due zaini ed uno zainetto, siamo pronti per portare i nostri culi, ed il culetto del ns chicchino di grano in quel di Cuba.

Il richiamo dell’oriente  è sempre forte per me, ma sono certo che Cuba saprà cmq stupirmi ed affascinarmi.

A settembre mi aspettano sfide importanti, cambiamenti forti, problemi grandi e seri da fronteggiare, o quanto meno arginare, ma per ora c’è solo da scegliere le scarpe giuste, le mete più interessanti, i luoghi più suggestivi e respirare, ogni singolo attimo di questo viaggio, come fosse aria purissima per purificare testa e cuore.

Partenza ore 12.35 del 10 agosto, non mi trattengo più, faccio fatica a prendere sonno, continuo a percorrere con la mente l’itinerario che ho fatto in questi mesi, al quale mi sono aggrappato quando tutto cadeva a pezzi.

Cuba, arriviamo, chicchino invaderà le tue strade con il suo grido di battaglia: “gira, gira, gira”

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