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Archivio Marzo 2011

I sogni che cambiano il mondo

22 Marzo 2011 5 commenti

SevernSuzukiSu fb sta girando, da qualche giorno, un video che avevo già visto anni fa, quello in cui la allora 12enne Severn Suzuki tiene un appassionato discorso al Summit sulla terra del 92…Ed ho pensato che parole come quelle mi fanno piangere. Mi fanno piangere per il contenuto, vero oggi più di ieri, ma mi commuovono ancor più per il coraggio che c’è dietro, quel coraggio che con l’età via via sparisce; il coraggio di sognare, di apparire anche degli illusi, di pronunciare parole che ci hanno convinto essere “banalità”.

Senza sogni il mondo non avrebbe ottenuto le conquiste che ha ottenuto, senza sogni non si può pensare a nessun domani.

Tutti noi dovremmo coltivare dentro una piccola “imagine”, senza per questo sentirci stupidi, banali, o populisti.

Tutti noi dovremmo educare ed educarci all’amore, non quello delle religioni, nè quello delle fiction o delle canzoni facili; l’amore inteso come rispetto per tutto e tutti, come cura di sè e di ciò che abbiamo attorno. Credetemi, ho faticato molto a scrivere “amore” in questo post, nello scriverlo mi sono sentito a disagio, cosa che non mi è mai capitata parlando di corruzione, violenza, degrado…Tutto questo vi pare normale?

Ci hanno confuso le idee, ci siamo confusi le idee, “non esistono più le ideologie” ci hanno ripetuto miliardi di volte, mi sta bene, ma esistono le idee e ancor più gli ideali…E poi esistono i sogni, quelli che ci fanno sollevare dalla terra che abbiamo sporcato, offeso ed umiliato.

Anche io, come quella bambina di 12 anni, sebbene ne abbia oltre 30, non ho soluzioni, non tutte almeno, ma ho almeno una certezza, quella di non voler rinunciare al un sogno di un posto migliore, di una società più giusta, di rapporti e luoghi più sani solo per non sentirmi un “disadattato” in questo mondo di cinici…E poi secondo me, sono ancora tanti, tantissimi a sognare, hanno solo bisogno di coraggio e fiducia, anche di discorsi come quelli di Severn Suzuki, anche di canzoni come “Imagine”, o magari delle parole di Martin Luther King, di Kennedy, o di quelle di un figlio, quando ti chiede perchè non può raccogliere un frutto da un albero e così facendo ti richiama alla responsabilità, al dovere di cambiare.

Sono i sogni che cambiano il mondo, non le paure, le paure generano altre paure e la paura rende soli.

Questo post pieno di “banalità” lo dovevo al bambino di 12 anni che ero, lo dovevo al bambino di 8 mesi che mi chiamerà papà e lo dovevo a quella parte di me che davvero ci crede nel potere dei sogni.Video importato
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La povertà ci renderà liberi…

11 Marzo 2011 4 commenti

w-la-libertaVari spunti mi hanno portato a pensare il titolo di questo post, li elenco:

1) La “lezione” di ieri ad Annozero di Tremonti, su come la crisi dei mercati si sia poi abbattuta sulla vita reale e abbia portato alle rivolte in Tunisia, Egitto e Libia…

2) L’obiezione del compagno, (da salotto), Bertinotti che ha voluto ribadire che oltre all’aspetto economico finanziario, le sommosse in nord Africa, hanno avuto come molla anche e soprattutto un’insopportabile ingiustizia del sistema;

3) la contabilità delle mie entrate mensili…

Comincio (senza il Ri) da 3… Pur non essendomi mai preoccupato della crisi, perchè lo ribadisco anche qui sono un privilegiato che comunque, salvo imprevisti, sotto un ponte non ci finirà, (grattatio pallorum omnia mala fugat), ho verificato ieri come, da un anno all’altro,  i miei guadagni mensili si siano quasi dimezzati…Effettivamente il lavoro è poco, quello che c’è è mal pagato, per non parlare dei famosi conti con lo studio nel quale lavoro che, chissà perchè, per una ragione o l’altra non vengono mai fatti, con la conseguenza che in un mondo ideale avrei dei crediti interessanti, nella realtà ho zero…

In ogni caso il mio bravo file excell, esaminato inizialmente con preoccupazione, mi ha poi regalato una strana sensazione di leggerezza, mi sono detto “forse quando i miei guadagni arriveranno allo zero, o lì vicino, potrò permettermi il lusso di sognare, potrò rischiare qualcosa, potrò osare…” E no, se ci pensate bene, non è una contraddizione.

Io ho sempre sostenuto che il mio appartenere alla classe media, come esponente “medio” (medio in tutto: media intelligenza, medio reddito, media statura, medie capacità), se da un lato mi ha impedito di sprofondare nei momenti di difficoltà, dall’altro mi ha anche impedito, una volta toccato il fondo, di riscoprirmi ancora vivo e vegeto e di darmi un bello spintone verso l’alto.

In Italia  ed in generale nel mondo cosiddetto “Occidentale”, succede un pò questo, il benessere medio ci inibisce ogni istinto di ribellione o quanto meno di cambiamento reale, ci fa scendere in piazza armati cmq di cellulare e ipod, ci riporta poi a casa già pronti a scaricare il filmato sul computer che cmq siamo riusciti a procurarci…

Ma la situazione sta degenerando in fretta se anche il famoso uomo medio (io), specchiandosi nella sua contabilità è portato a dire “Azz, se continua così, come si fa nei mesi a venire?”

Ed allora forse questa nuova ipotetica “povertà” mi porterà a relazionarmi con i miei desideri reali, mi allontanerà da un senso del dovere che mi ha fatto percorrere, in automatica inconsapevolezza, tutta quanta la scaletta: liceo-giurisprudenza-pratica forense-esame ecc…, che a quel punto, avrà mostrato in pieno la sua inutilità.

Sarò libero, di fare il fotografotennistascrittoregiornalistamuratorefalegnamesvuotacantinevagabondo….

E più in generale la povertà potrebbe rendere libero questo paese, e altri simili, risvegliare dalla lunga pesantissima anestesia a base di Canale 5, Italia 1, Sky, cellulari, partite del Napoli, pizza margherita, 10 giorni di ferie all’anno…Perchè non sarà più scontato niente e anche la faccia di cazzo di Fede su rete 4 costerà troppo…

Ecco perchè la povertà ci renderà liberi, perchè sarà l’unico elemento in grado di spogliarci non solo dei nostri beni, ma anche dell’illusione che essi ci rendano, o ci abbiano resi liberi.

La libertà è altro, non è sui file excell, non è nei mercati borsistici, non è nell’iphone 5, la libertà è qualcosa che da troppo tempo ci volta alta sulla testa…

Per inciso, Tremonti imita Guzzanti, (che imita Tremonti), alla perfezione…E Bertinotti imita un comunista ancora meglio.

L’avvoltoio che voleva credersi un pipistrello

7 Marzo 2011 8 commenti

idiotaSfoglio, anzi scorro pigramente le pagine di Repubblica.it, quello che qualche anno fa, mi dicono, fosse un giornale. Ad ogni modo, scorgo una foto, quella che vedete in alto a sinistra, un ragazzotto forse sui 30 anni, un filo di barba, un vestito ben tagliato addosso e quella faccia, che ormai pare tipica dei figli di…Politici e più in generale “potenti”, che pare evocare il Marchese del Grillo quando, con meravigliosa onestà, che i “signoruncoli” di oggi si sognano, esclamava “perchè io sono io, e voi non siete un cazzo”. Ma almeno lui era Marchese, questo è figlio di una, famosa per essere entrata nella famiglia Moratti…E che ora gioca a fare il Sindaco…

In ogni caso, la faccia è di Gabriele Moratti, ma potrebbe essere quella di un Renzo Bossi, di un Piersilvio, diuno Stefano Tanzi, uno di quelli che non fa file,  che non si sbatte per parcheggiare decentemente il suv 8 x 4, che non si preoccupa se  vanno via 200 euro di ricarica al mese di cellulare, di quelli che non chiedono all’amico che va in America: “oh mi porti il nuovo iphone che costa meno”, ma salgono su un volo e se lo vanno a prendere e non perchè costa meno, ma perchè lì arriva prima e poi fa tanto fico…

E cmq questo simpatico giovanotto ritratto in foto, non si limita a fare la bella vita del figlio di…, No, lui è in grado di grandi cose, non come noi mortali che viviamo in case da 60 mq, 850 euro al mese, 1° piano e mezzo senza ascensore e ringraziamo il “pateterno”, no…Lui è imprenditore, come si dice ormai di chi ha le mani in pasta. Lui compra dei capannoni uso laboratorio,  commerciale e poi, in barba a leggi, regolamenti e quant’altro, inizia lavori assurdi.

Ora, lungi da me entrare nell’aspetto legale della vicenda, parlare delle pratiche false, delle facilitazioni, delle strade privilegiate…Io voglio solo dire: “ma uno che da incarico a progettisti e architetti di farsi costruire una casa come quella di Batman, che essere umano eh?”. Qui non è questione di essere eccentrici, originali, fantasiosi, questa è…Non lo so, mi viene in mente solo la faccia di Renzo Bossi, ecco, se uno fa una cosa del genere, vuol dire che ha il codice genetico di Renzo Bossi, è un Renzo Bossi!

Così mi piace, questo Gabriele Moratti è proprio un Renzo Bossi.

Non serve andare oltre, non serve spendere parole retoriche su come ormai l’Italia sia a due velocità, non più quella del Sud e quella del Nord, ma quella del “mi manda Picone” e quella del “non mi manda nessuno”.

Ieri pensavo a come scrivere un post in cui auspicare una bella stagione di bombe e violenza per spazzare via tutto, ma non sono riuscito a trovare un modo giusto, quindi mi sono soffermato su questo episodio, nuovo eppure antico, quasi usuale, ormai quasi normale…Ed è così che ce lo proporranno, come normale, in fondo che male ha fatto questo Gabriele Moratti? Voleva la bat caverna e che cazzo, mica la mamma poteva negargliela? Quanti di noi da bambini hanno piagnucolato che volevano la maschera di Zorro? Lui voleva la villa dell’uomo pipistrello.

Però questo Morattino, e i suoi omologhi di ogni latitudine, non sono pipistrelli, nè tanto meno supereroi, sono avvoltoi, che pezzo a pezzo mangiano il corpo straziato di questo paese.

Però a me infondo restano due consolazioni, la prima: non ho quella faccia lì; la seconda: lui magari ci riuscirà pure a diventare come un pipistrello, ma il pipistrello è pur sempre una zoccola con le ali…

Madrid

2 Marzo 2011 Nessun commento

madrid E’ stato così bello essere italiani a Madrid.

E’ sempre bello essere italiani all’estero, per varie ragioni.

La prima. L’italiano quando va all’estero conosce solo due tipi di abbigliamento, infradito dove ritiene faccia caldo, piumino d’oca viva, dove ritiene faccia freddo.

Il “ritiene” è d’obbligo, perchè l’italiano non accetta il tempo per come è, specie quando viaggia, ma lo decide a priori, del tipo, se sono a Cuba, anche se ci sono 3 gradi, non posso non stare con bermuda e canotta.

Questo per dirvi che a Madrid ci potevano riconoscere anche dallo spazio, grazie ai piumini delle nostre signore, ed ai giubotti antiproiettile di noi maschietti, fatto questo che ci ha messo molto in difficoltà il 2 giorno di viaggio, quando ci siamo trovati in piena primavera a remare sulle barchette di un ameno parco madrileno.  Alla fine, ero sudato come il due con degli Abbagnale, Peppiniello compreso.

Ma ci sono anche altre ragioni per le quali è bello essere italiani all’estero, specie di questi tempi. Perchè ti rendi conto che da lontano, riesci ancora a voler bene al tuo paese, perchè fai di tutto per non averne notizie, ed il silenzio ti porta a riconsiderare il bel paese, il tutto fino a quando, accanito come un fumatore che ha smesso da 3 secondi, riesci a collegarti con Repubblica.it ed apprendi che, in 2 giorni hanno provato a smantellare: la scuola pubblica, il Presidente della Repubblica, che Maroni ha già previsto una svolta estremista dei libici che chissà perchè vogliono liberarsi di Gheddafi e che nelle Marche un  nubifragio ha fatto danni a morire. Per non parlare di Vespa che a Porta a Porta, ha già iniziato a speculare su un’altra ragazza uccisa, con i soliti volti, i soliti plastici riadattati e tutto il resto.

Insomma, da lontano ti illudi che l’Italia sia un paese normale, anzi, quando vedi che a Madrid è tutto pulito e la gente pari quasi felice, ti dici, come guidato da un istinto malato “si, ma loro hanno un debito pubblico assurdo…” Bè, se il debito pubblico da loro ha alimentato la felicità, la civiltà, la qualità dei servizi, tanto vale barattare il loro con il nostro che poi sempre altissimo è, ed in cambio non ci  da, scusate il francesismo, anzi l’iberiscismo, un emerito cazzo!.

Torni in Italia è subito la odi, perchè per quanto Beningi ogni tanto provi a pronunciare qualche bella frase, per quanto Abbado diriga a meraviglia un’orchestra, per quanto un ricercatore, (fuggito dall’Italia dove gli proponevano il 7° post-doc a 1000 euro al mese),  scopra il vaccino contro un tipo di tumore,  resta sempre un paese “arravogliato” su se stesso, innamorato dei propri difetti, corrotto ed infelice, dove un manipolo di animali sta sbranando con ferocia ogni traccia del paese che eravamo…

Meglio tornare a Madrid, almeno con il pensiero, con le sue piazze, con le strade ampie, con la gente in giro fino a notte, con i camerieri un pò antipatici, ma tutti gentili con il nostro Chicchino di grano, meglio Madrid non per fare il solito esterofilo, ma perchè, sia pure per ragioni diametralmente opposte, alla fine potrebbe avere ragione il nano di merda, meglio non leggere il giornale, meglio sprofondare nell’ignoranza ed essere calpestati ed inconsapevoli che, calpestati e vigili…

Poi…Poi un paese in cui le dimissioni di Bondi vanno sul giornale, è davvero un paese allo sfascio, Bondi non doveva proprio arrivarci in politica, uno come Bondi dovrebbe essere spedito in missione umanitaria all’estero, (umanitaria per noi ovviamente).

E’ bello essere italiano all’estero, bello essere italiani a Madrid perchè lì, non c’è l’Italia….