Archivio

Archivio Novembre 2010

l'Italia ai tempi del savianesimo

23 Novembre 2010 1 commento

 

E’ più forte di noi…Proprio non ci riusciamo ad essere lucidi, imparziali, critici. Noi italiani siamo tifosi, lo siamo anche se si tratta di scegliere tra pasta o pizza, tra gelato o dolce, lo siamo per tradizione, per ottusità, per bisogno di sentirci in qualche modo vivi e parte di un qualcosa di più grande, per uno spirito, stupido, di appartenenza.

E’ così oggi mi sento irritato dai gruppi pro-Saviano quanto da quelli contro-Saviano,  come se ogni cosa, ogni persona, ogni parola, dovessero necessariamente essere incasellati da una parte, o dall’altra.

Le parole di Saviano sono parole, possono piacere, dispiacere, far sognare o far deprimere, ma restano parole e come tali non inquadrabili in uno schema.

Siamo talmente privi di libertà, abbiamo dimenticato da così tanto tempo il concetto reale di libertà, che non riusciamo più a immaginare che qualcuno parli solo per raccontare dei fatti, senza tifare per la pasta, o per la pizza.

Mi fa tristezza vedere i tanti gruppi su facebook per difendere o per attaccare Saviano, Fazio, Pulcinella, o Maradona…Non hanno senso.

Saviano ha il merito di aver puntato una luce su qualcosa che c’era, che c’è e, ahinoi, ci sarà, lo ha fatto dapprima con un libro, poi dai giornali e oggi dalla tv…E ci guadagna…E ci mancherebbe pure. Perchè non dovrebbe guadagnarci? Perchè il mestiere di chi racconta i fatti dovrebbe essere gratuito?

Un ragazzo che lavora al mio studio parlava con un suo collega del fatto che le parole di Saviano per lui sono inattendibili per il fatto che la Rai lo paghi per parlare in tv…Questo discorso mi ha ferito, l’ho trovato deprimente, non tanto nel merito, quanto perchè mette in evidenza l’esistenza di gente con la quale non è possibile instaurare un dialogo, perchè sono tifosi, non persone.

Se la sinistra ha avuto un merito in questi anni, è stato quello di collassare su se stessa, di togliere punti di riferimento al suo popolo, così che oggi chi si definiva di sinistra, non può più acriticamente votare pd e continuare a professarsi comunista, post comunista, ecc…, Deve necessariamente interrogarsi, perchè votare oggi il pd non è facile e non è scontato, specie per chi ci credeva veramente negli ideali della  sinistra di questo paese.

Dall’altro lato hanno creato proselitismo, hanno abusato di slogan e concetti alti, degradandoli a canzoncine e spot pubblicitari.

Saviano non è un profeta, non è un salvatore, è uno che fa quello che fa, per passione, per interesse, per vocazione, non lo so, so che non firmerò una petizione a suo favore, perchè significherebbe ancora una volta deresponsabilizzarci rispetto a quello che lui denuncia e che tanti di noi diciamo di condividere. Questo paese sarà cresciuto quando Saviano ed altri potranno parlare di cose che già tutti sappiamo, magari per essere ormai passate e superate.

Fintanto che serviranno degli eroi da idolatrare o odiare, questo sarà un paese schiavo del fondamentalismo, delle tifoserie, dello spirito che fu ieri dei guelfi e dei ghibellini…

Un paese in continua lotta con se stesso, incapace di vincere, buono solo a sprofondare in nuove profondità.

Categorie:Uncategorized Tag:

C'erano una volta le puttane…

12 Novembre 2010 Nessun commento

 

Spero che nessuno mi dia del moralizzatore se trovo assurde alcune cose…

Mi verrebbe da iniziare come se fosse una favola, se qui non si fosse in presenza di una vera è propria mostruosità…

La favola inizierebbe più o meno così:

“C’era una volta una puttana, vale a dire una che fa sesso a pagamento, poi, grazie ad una scatola magica chiamata tv ed ai tanti fedeli di questa scatola, la puttana dopo il bacio al nano, si trasformò in una escort…”

La favola continuerebbe con lei diventa ricca e famosa e vive felice e contenta nel castello incantato…

Ma questa, come anticipato, non è una favola.

Oddio, per come stanno le cose, la puttana, pardon, escort, forse vivrà felice e contenta e piena di danari, viaggerà in ferrari, mentre noi ce ne andremo in giro con un motorino del 1999, ma la faccenda continua ad essere lontana dall’idea di fiaba che ricordo io….

Venendo alla realtà, ieri la putescort Ruby, (diminutivo di rubacuori e, con tutta probabilità, non solo di quelli), è stata protagonista assoluta di uno dei locali della movida nostrana, è scesa dalla una fiammante ferrari testarossa e accompagnata da un fido amico, ha sfoggiato vestitino e scarpine di alta moda…

Il merito?

Il merito della rubac… è stato di averne rubato uno più prezioso degli altri…Ma non solo, il merito è quello di aver fatto dire palle ad un ufficiale di polizia, di aver fatto scomodare una escort più alta in grado (la Minelli mi pare si chiami) e di aver mandato, stavolta a puttane, non ad escort, anche la pervenza di legalità e uguaglianza in questo paese.

Credere che però fosse tutta colpa sua è da stupidi…

Ruby, come tutti, è un prodotto…

Ma prodotto di chi? Di cosa? Chi è che produce questa merda, questo degrado, questa pochezza?

Fa pena vedere il successo è la ricchezza che avvolgono questi personaggi non appena viene fuori lo schifo che hanno combinato.

Più la fai grosssa, più sarai ricco e felice.

Aspetto il giorno in cui verrà fuori una escort papale….

Nulla di più facile quindi che un giorno una bambina vada dal papà e gli dica: “papà da grande voglio fare la escort…”

A quel punto il padre dovrebbe prendere la bambina e: a) ipotesi A) murarla viva in casa; ipotesi b) racconarle una fiaba che dice; “C’era una volta una puttana, che dopo aver baciato il nano, diventò una ricca escort…Ma poi il nano morì e dopo un pò svanirono i nanetti suoi amici, alla escort cominciarono a cascare le tette e ad ammosciarsi il culo, dopo qualche anno, la escort sola e triste, morì in povertà e sulla lapide qualcuno scrisse: “qui giace una puttana”….

Tutto questo senza offendere in alcun modo la professionalità di tante operatrici del sesso sfruttate e non.

Buona realtà a tutti…

Categorie:Uncategorized Tag: