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Archivio Giugno 2010

Taricò

29 Giugno 2010 Nessun commento

Taricò, così mio zio Luciano chiamava e forse chiamerà ancora mio “nipote” Luca, con un nome che indubbiamente fa simpatia e che, a me, ha sempre dato l’idea di un tipo solare, un pò chiacchierone, ma in fondo riservato…

Ecco una delle ragioni per cui la morte di Pietro Taricone mi ha, stranamente, colpito.

Taricò tutto sommato mi rappresentava perchè rappresentava, a mio modesto parere, quei ragazzi che vogliono giusti riconoscimenti, ma per ciò che fanno, non per il solo fatto di apparire in una cazzo di trasmissione tv.

Taricò era come era, non lo posso sapere, ma so come me lo immaginavo io ed allora mi spiace che si sia schiantato al suolo, e con lui la sua famiglia, i suoi sogni e la sua voglia di vivere.

La vita, ma più ancora la morte, come diceva Totò, restano tra le poche cose realmente democratiche del creato.

Oggi avrei voluto piangere, come si piange per un amico, o per una persona che abita nella tua via e per la quale hai sempre nutrito una silenziosa simpatia, ma poi non mi è sembrato il caso, forse in questi momenti bisogna lasciare il dolore più grande a chi ne ha più titolo.

Mi resta addosso la rabbia, il senso di impotenza, l’incredulità di fronte ad un evento che nella sua “accidentalità” resta banalmente normale: la morte, quella morte  che l’uomo proprio non sa accettare.

Taricone aveva 35 anni e tanti muscoli forse a riparare un cuore delicato e sogni alti, o forse era solo uno dei tanti tipi da tv che ci fregano tutti con il sorriso e la battuta facile,  a me non interessa, Taricone “mi riguardava”, il suo codice genetico-caratteriale mi è vicino, ecco perchè vorrei piangere, anche se non è il mio dolore, anche se non era un mio amico.

Non mi resta che dedicargli i miei pensieri, sperando rendano meno duro il suo viaggio.

Ciao Taricò.

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