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Archivio Aprile 2010

Niente più sogni…

25 Aprile 2010 Nessun commento

Niente più illusioni, niente più evasioni.

Niente più film che parlando di libertà, amicizia, sogni che si realizzano e bla bla bla…

Sono così stufo di vedere le luci della sala spegnersi e trovarmi in un mondo alternativo, salvo poi uscirne dopo due ore cercando di rimanere attaccato ad un’immagine, ad una storia, ad un racconto…

Niente più distanza tra quello che sogno e quello che c’è fuori, perchè la vita è cosa assai diversa da un film ed era ora che anche io me ne accorgessi.

Le strade della Basilicata paiono un sogno nel film visto oggi, ma forse nelle realtà sono le stesse strade che percorriamo ogni giorno, piene di buche, di delusioni, di solitudini…

Sarà che io sono pessimista, sarà che c’è ben poco per cui essere ottimisti, sarò che oggi c’è da sentirsi in colpa ad evadere per un pò, come se si facessi un torto a ciò che c’è davvero là fuori….

Ma io mi chiuderei volentieri in un cinema, ad assistere ad una vita che non sarà mai così.

Spiegatemi voi come si può viaggiare e rimanere allo stesso tempo, rischiare assecondando cmq un bisogno invincibile di certezze.

Mostratemi voi il modo corretto per nutrire il bisogno di sogni senza la frustrazione del risveglio.

Io lo trovo sempre più difficile, mi viene sempre meno naturale coltivare la mia sensibilità sapendo quanto dolore può portare.

Confido in qualche consiglio illuminato, qualche frase ad effetto che mi faccia tornare la fiducia in un amico, in un progetto, in un viaggio, in un sogno…Magari in me stesso…O più semplicemente che mi faccia andare al cinema senza tornare a casa così scombussolato…

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La canzone più triste di Bersani

1 Aprile 2010 2 commenti

La canzone più triste di Bersani è da poco uscita, si intitola “il partito che non c’è”.

Ha un testo triste e toccante, parla di questo signore attempato che crede di rappresentare il nuovo, finge di saper interpretare il paese e i suoi cittadini, addirittura c’è una parte della canzone in cui dice “vedrai alle regionali andrà meglio ed il paese dopo un lungo sonno sarà di nuovo sveglio”.

Poi però la canzone si conclude con questo tipo che di fronte al crollo del suo partito, continua a dire che qualcosa è cambiato, che non è andata male, che è solo l’inizio, mentre tutto intorno è un fuggi fuggi generale, un dargli addosso da ogni fronte…

A parte le recensioni musicali, dire che le regionali sono andate bene è davvero ridicolo, la sinistra, ciò che sinistra non è, e che viene ancora chiamata così, ha perso, senza ombra di smentita, ha perso lì dove contava vincere e di nuovo per le stesse vecchie ragioni: il Pd è un partito che non c’è  parla ad un elettorato che non c’è e, ciò che più conta, lo fa senza dire nulla…

Gia in occasione delle ultime politiche ebbi modo di dire che aveva vinto la generazione dei Suv e che la sinistra doveva, per avere qualche speranza imparare a parlare alla merda di cittadini che siamo diventati. Ed invece no, sono riusciti a far peggio, non solo non hanno imparato a parlare all’elettorato egoista e populista che siamo, ma hanno pure dimenticato i vecchi linguaggi…La conseguenza è stata, non recuperare nulla dalle nuove sacche di malcontento e perdere anche il vecchio elettorato…
Non c’è davvero nulla che ora faccia ben sperare per la politica in questo paese, forse davvero è arrivato il momento, per le menti che ne saranno in grado di elaborare nuove forme di far politica.Dall’altro lato c’è un’ideologia dell’arraffare e del prevalere che non tramonterà mai, a sinistra invece c’è la sconfitta che si fa sempre più genetica.
Il Pd oggi è come l’inter di una decina di anni fa, parla, parla, parla, ma non vince una partita e anche se la vincesse, ci sarebbero gli stessi vecchi cantanti di una volta.
Bersani è il nuovo?
Preferisco il cantante, quello vero…Almeno se stona non cade un paese…

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