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Archivio Aprile 2006

SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

26 Aprile 2006 19 commenti


Insomma, cari BloggarI, forse l’averla gettata troppo sul politico vi ha inibito, bè questo commento è un pò come la Casa delle libertà, potete scriverci quello che cazzo vi pare. Il mio è un pò un chiamarvi a raccolta, un modo per sentire quello che avete da dire su…su quello che vi pare appunto, anzi, inizierei con il dare il benvenuto a luca, federica e laura, che spero presto lasceranno un segno della loro presenza… Tra poco partono le iscrizioni per il prossimo discovery, chissà se stavolta qualcuno mi darà risposta:) Un abbraccio a tutta la fascia d’ascolto. vs devoto fede

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Marco Rossi Doria…e se fosse lui il nostro nuovo Sindaco???

20 Aprile 2006 5 commenti


Insomma, lo so che la sto buttando troppo sul politico, ma le comunali si avvicinano e di nuovo ci troveremo la Iervolino candidata, inutile che vi dica quando pessimi siano stati gli anni appena trascorsi e quando la Rosetta si sia dimostrata debole, inaffidabile, quasi invisibile.
Ecco allora che si rende necessario dare un segnale di cambiamento.
Vi presento Marco Rossi Doria, un maestro elementare, non uno come tanti, andate sul suo sito, leggere chi è, cosa vuole, cosa chiede, come si può, nel caso, dargli una mano…insomma io lo voterò.
Difficile che possa farcela, ma se il centro sinistra (che non è nè centro nè tantomeno sinistra), si troverà un perfetto sconosciuto, che ha come unica arma, quella dell’onestà e dell’impegno, con un bel gruzzolo di voti, vedrete che la musica comincerà a cambiare, anche in questa nostra dimenticata città.
www.marcorossidoria.it
www.decidiamoinsieme.it

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Il mio diario elettorale

11 Aprile 2006 8 commenti


la giornata inizia con l’attesa dell’orario fatidico, già perchè alle 15 usciranno i primi exit-pool.
Finalmente le 15 arrivano, danno il centro destra tra il 44 e il 49 % ed il centro sinistra tra il 50 e il 54%, i valori massimi della CDL e minimi dell’Unione non si toccano, segno che la partita è vinta, puà variare il quantum, ma non l’an…esco di casa, a piedi, per godermi quest’aria un pò sinistra che c’è in giro…in funicolare una signora incontra un’amica e le fa “sei anche tu cogliona?” e l’altra tutta felice “si, si”, nessuno presagisce nulla, nemmeno io.
Mi ripeto che non devo sorridere, che non devo esplodere, che una volta entrato allo studio saluterò tutti e mi chiuderò nella mia stanza, senza commentare, nulla di nulla ed invece…te la do io la diplomazia, te la do io la proiezione, sbruffoneggio e mi pavoneggio manco avessi vinto io…
Alle 17 scendo, in un’auto con autista arrivo in prefettura, sala stampa, computer con i dati in diretta dal viminale, tutto perfetto per godermi una marcia trionfale.
Il sogno dopo poco si trasforma in dramma, al senato perdiamo colpi, sempre di più, il nord est, la puglia e la sicilia ci sono nemiche, il centro regge, l’emilia e la toscana sono come sempre affidabili, dopo molte ore di attesa anche la campania fa il suo dovere, ma il piemonte cede, idem il lazio, pare una disfatta e già, perchè un pareggio è pur sempre una disfatta.
La faccio breve, alla camera è maggioranza risicata, ma il premio di maggioranza garantirebbe una certa governabilità, al senata al momento la CDL è avanti di un seggio, bisogna aspettare i voti dall’estero che dovrebbero essere 5 per la cdl e 1 per l’unione, poi i senatori a vita 6 per l’unione e 1 solo (Cossiga) per la cdl, risultato? completa parità al senato, governabilità zero.
Possibili scenari, governo tecnico per qualche mese e poi nuove elezioni, ma già pronostico l’Udeur che si sposta a destra e anche qualche cazzone della Margherita.
Si fanno le 2.45, tutti i presenti stremati lasciano la prefettura, rientro nella macchina che mi ha portato lì 8 ore prima, mi faccio lasciare a qualche minuto da casa, voglio camminare, ma sono davvero importanti queste elezioni? Cambierebbe davvero qualcosa se vincesse il centro sinistra? In prefettura molti politici, per lo più gente ignorante e grezza, sbavante di fronte alla possibilità di una poltrone, incuranti del dato globale e attenta solo al proprio personale.
Gioranta avvincente, deludente, piena di emozioni, illusioni, disillusioni…Prodi dice che ha vinto, Scajola dice che è un golpe, io dico che è tardi, troppo tardi, domani devo andare ad Aversa, questo nessun governo potrà evitarmelo.
Un altro mondo è possibile…forse non in Italia, forse non ora…

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Una mattina,mi son svegliato e…che dio ce la mandi buona…

7 Aprile 2006 7 commenti


IL COMMENTO
Il Sovversivo
di EZIO MAURO

HA SENZ’ALTRO ragione il presidente del Consiglio a chiedere rispetto per la sua carica e per la sua persona. Ma il rispetto Silvio Berlusconi deve guadagnarselo, come tutti i personaggi pubblici in democrazia, giorno dopo giorno. Martedì ha insultato volgarmente metà del Paese, colpevole di non seguirlo e di ribellarsi alla sua leadership, votando a sinistra. Ieri ha cercato di forzare ancora una volta le regole, organizzando in fretta e furia nello spazio proprietario delle sue televisioni un finto confronto televisivo con Prodi – non previsto e non concordato – in modo da poter comiziare davanti ad una sedia vuota, sotto la luce domestica di Canale 5.

Proverò a spiegare perché questa condotta negli ultimi giorni di campagna elettorale non è quella di un politico disperato (Berlusconi può ancora rischiare di vincere) né quella di un leader estremista. No. Tecnicamente, Berlusconi è il Sovversivo.

Potremmo dire che l’inizio e la fine dell’anomalia italiana abitano qui, nell’insostenibile tensione a cui è sottoposto un sistema quando il capo legittimo del governo è anche il Sovversivo. Avevamo avvertito che l’agonia politica del berlusconismo sarebbe stata terribile. La realtà è peggio. Ma non era difficile prevederlo. Sono i tratti culturali di questa destra e di questa leadership – prima e più della dinamica politica – a determinare ciò che sta accadendo e ciò che purtroppo accadrà nelle prossime settimane quando il Cavaliere, se dovesse perdere, tenterà di delegittimare il risultato elettorale. Se non partiamo da qui, è difficile capire come si sia arrivati fino a questo punto estremo.

La concezione che il Cavaliere ha della sua avventura politica è – ancora una volta in senso tecnico – schiettamente “rivoluzionaria”. Non è entrato in politica, come tutti: è “sceso in campo”. Non l’ha fatto perché aveva un progetto, ma perché “ama il suo Paese”. Non proponeva un programma, ma una biografia. Non indicava un obiettivo, ma un destino. Da quel momento, tutto si è unito e tutto si è scomposto secondo un ordine epico, assumendo una dimensione da paesaggio eroico, rendendo via via mitologica la realtà contemporanea.

Biografia privata e destino pubblico si sono confusi, per salvare l’amato Paese dal male che incombeva ed ancora incombe, nonostante la forza e la virtù del Capo, sacralizzato dal voto del popolo, dunque per sempre liberato da vincoli normativi, contrappesi costituzionali, equilibri istituzionali, regole di garanzia.

Il Capo si è trovato di fronte al popolo, il suo popolo, concepito fin dal primo giorno e sempre più – in un vero istinto di destra – come una “comunità di elezione”, e lo rivela il giudizio sugli elettori di sinistra, “coglioni” perché non tutelano i loro interessi, come se nel discorso pubblico e nella passione politica non esistesse nient’altro che il portafoglio, simbolo subliminale del berlusconismo. Tutto il resto è impaccio: le autorità garanti, gli altri poteri dello Stato liberi ed autonomi, l’opposizione naturalmente, ma anche gli alleati, se non si riducono a coro.

Per sollecitare ed eccitare continuamente quel popolo, diventato strumento politico come la “folla” di Guglielmo Giannini, il Cavaliere ha bisogno di usare la televisione, che in parte quel popolo ha creato, o almeno ha “educato”. Ecco perché la televisione nel mondo berlusconiano è ben più di un moderno balcone o di un microfono, è qualcosa di diverso da uno strumento anche potente di comunicazione: è il luogo segreto dell’anima berlusconiana, il giacimento culturale della politica e dell’antipolitica, la riserva privata del potere.

Ed ecco perché, ancora, Berlusconi non concepisce le regole e disprezza la par condicio: la sua natura politica e la natura televisiva coincidono e coabitano, non sono separabili, fanno parte di quell’identità imprenditoriale che aiuta il politico avvantaggiandolo, mentre lo soffoca.

Per il Cavaliere, è inconcepibile che avendo tre televisioni ed essendo probabilmente in svantaggio nei sondaggi, non possa usarle per ribaltarli, come vorrebbe la sua personale forza di gravità, come imporrebbe la sua natura, come pretende tutta la sua storia. Per questo ha trovato normale, ieri, chiedere e ottenere dalla sua rete ammiraglia un programma apparecchiato ad hoc, inventato sulle sue esigenze del momento. È o non è il padrone? Ma attenzione: lo è o no anche in politica? E allora perché stupirsi se salta il confine per lui inconcepibile tra politica e tv, se il suo istinto proprietario stravolge la par condicio, se si rivolge da proprietario addirittura agli elettori, insultando chi non vuole capire e rifiuta di seguirlo?

Tutto questo travolge ogni regola, ogni giorno, estremizza il confronto, sottopone il Paese a una pressione e a una tensione politica senza precedenti, e senza giustificazione se non nel destino personale di Berlusconi. La spinta per questa sovversione nasce ancora una volta dalla concezione eroica che il Cavaliere ha di sé e che gli impedisce di accettare il declino. Ogni difficoltà politica diventa così una congiura, ogni dissenso una manovra, ogni critica un tradimento, ogni regola un complotto esoterico dei “poteri forti”.

Perché, semplicemente, l’ideologia del berlusconismo non prevede che Berlusconi possa perdere. La sconfitta non è contemplata, in una vicenda politica segnata tutta dall’unzione sacra e votata alla redenzione del Paese dal male. Può venire solo da una macchinazione oscura e ingiusta che inganna il popolo e che è ripudiata in anticipo, e per sempre.

D’altra parte, è così fin dall’inizio. Tecnicamente rivoluzionaria, infatti, è in Berlusconi anche la concezione della vittoria, che non è la conquista del governo, ma la presa del potere, una sorta di anno zero, di nuovo inizio. Sostenere che Berlusconi è il fondatore italiano dell’alternanza è la più grande delle bugie compiacenti che lo circondano separandolo dalla realtà. Non solo la legge elettorale voluta dalla destra ha ucciso il bipolarismo italiano, ma la natura del Cavaliere non accetta l’insuccesso e la sconfitta, come dimostra la riscrittura di comodo delle vicende del suo primo governo, con il fantasma del “ribaltone” che maschera la sua incapacità di tenere insieme la maggioranza.

Dunque, ogni reazione è permessa, anzi è legittima, perché aiuta l’unico legittimo potere a rimanere al suo posto: il resto è sopruso, abuso, errore. Come per gli antichi imperi mitologici, il berlusconismo non ha ormai altra finalità al di fuori del suo essere. Ma per continuare ad essere, è pronto ad ogni cosa, anche perché il suo potere non si fonda sul patrimonio comune civico, repubblicano e costituzionale, ma su un’alienità titanica audace e sprezzante, propria di chi “non aspettandosi nulla dalla società, non vuole sacrificare niente delle sue pulsioni più smodate e funeste”.

Anzi qui, nelle difficoltà, viene alla luce il Sovversivo, con quel gusto di non obbedire che nasce dal gusto di comandare: ciò che Caillois chiama “lo spirito di dominazione”. E con quella che Piero Gobetti, nel 1927, chiamava “la compromettente e ineducata abitudine di pensare in pubblico”.

È facile, anche se amaro, dire che il Sovversivo ha appena iniziato a mostrarsi apertamente, uccidendo il Conservatore che pure aveva tentato il Cavaliere nei primi anni, e che ha sedotto buona parte dei suoi elettori. Il conflitto di interessi, invece che un impaccio anomalo e pericoloso, diventa così un’arma, se il metodo è la sovversione di ogni regola. Lo ha dimostrato ieri Fedele Confalonieri, usando tragicamente per la sua azienda le stesse esatte parole che Berlusconi usava per il suo partito, con l’accusa alla sinistra di inscenare “prove di regime” solo perché si era ribellata pubblicamente all’ultimo abuso politico della televisione privata del Cavaliere.

A differenza di Confalonieri, che passava per moderato, io non ho mai parlato di regime, in questi anni sventurati per il nostro Paese, perché credo sufficientemente grave denunciare l’indebolimento della qualità della nostra democrazia causato dall’anomalia berlusconiana; e anche perché penso che l’Italia possa farcela, con l’arma del voto, a chiudere quest’avventura. Ma l’epilogo rischia di essere peggiore del dramma. Da vero titano, il Cavaliere può ancora danneggiare questo Paese, anche se sarà sconfitto.

(6 aprile 2006)

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Mare mare mare…

4 Aprile 2006 4 commenti


ci voleva… ci voleva una grande giornata di mare, spiaggia, ottima compagnia e un pranzo…bè, un pranzo senza fine, durato circa 3 ore, nella migliore tradizione dei pranzi napoletani della domenica. Per l’occasione Miseno era abbastanza incasinata, non tanto la spiaggia, quanto i parcheggi e i ristoranti. A proposito, da ieri è partita la campagna "Boicotta Da Giona", un ristorante proprio sulla spiaggia e per questo abbastanza carino, ma purtoppo gestito da feccia umana. Detto questo, la giornata di ieri mi ha regalato un bel pò di buon’umore e mi preparo alla Pasqua, non in senso religioso, ma nel senso di prepararmi per un possibile bagno a mare. Chi c’era l’anno scorso sa che anche sotto la pioggia, se c’è la situazione adatta, un tuffo lo si fa. Avrei poi mille proposte da farvi, ma il plebiscito di consensi che mi accompagna sempre mi spinge a non avanzarne di ulteriori. Mi accontento di pianificare per qualche weekend, una frittura di pesce qui, un giro in barca là (a proposito Lisa, dici a Giovanni che aspetto un invito. E poi…poi niente un saluto speciale ai compagni di merenda di domenica, mi ero preparato all’ennesima sola di Lisa:)ed invece è arrivata addirittura con i rinforzi, bene, brava, ma soprattutto BIS!!!!!!!!!!!!!

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