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Archivio Settembre 2005

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30 Settembre 2005 3 commenti
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I massaggi

29 Settembre 2005 3 commenti


si parla tanto dei massaggi thailandesi e si pensa sempre a cose che hanno a che fare con il sesso, con la sensualità…per me è rimasta una leggenda.
Direi una bugia se dicessi che non ci avevo pensato, ma poi un altro tipo di massaggio mi ha rapito, il cosiddetto Thai massage a max 200 bath all’ora.
Un’esperienza in grado di trasformare l’uomo in budino, la prima volta, quando abbiamo fatto il massaggio a Bangkok mi sono quasi addormentato, dopo quella prima volta ne sono seguite altre, la caratteristica comune era la bruttezza imbarazzante delle massaggiatrici.
Il massaggio più bello? Quello nel primo villaggio del trekking. Fatto da donne inguardabili e anche con scarsa competenza tecnica, ma due cose hanno reso indelebile il ricordo: 1) l’ambientazione, tutti insieme in questo stanzone in una capanna in mezzo al nulla e 2)Marco che si gestiva il massaggio chiamando la tipo “a Nò” (trad. Nonna), e quando le ha detto “ma che stai facend o massaggio cardiaco?”.
Insomma, ancora una volta W i massaggi thailandesi.

colonna sonora: marmellata di Cesare Cremonini, (non fosse per la consistenza del mio corpo dopo i massaggi)

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dove non arrivano le parole, forse possono le immagini

22 Settembre 2005 5 commenti

Altra foto

21 Settembre 2005 5 commenti
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Mi è stato detto

21 Settembre 2005 3 commenti


che il blog stava diventando troppo personale, io però a parte sensazioni, emozioni, odori, non ricordo bene spostamenti o nomi dei luoghi e così mi limito a mettere una foto, di quello che forse per me è stato il momento più stupefacente del viaggio, parlo dei giorni di trekking, magari commentate voi.
un abbraccio a tutti e a quelli che non hanno mai dato un segno della loro presenza, praticamente quasi tutti, dico: “va bè…”

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Piccoli deliri:)

15 Settembre 2005 1 commento


Sono in macchina, fuori piove, è notte, ed è inverno, almeno così credo.
Sul finestrino le gocce si accumulano e il paesaggio è fatto di luci e auto che si mescolano alla pioggia.
Siedo sul sedile di dietro, guardo fuori, nella testa ho milioni, miliardi di pensieri, nella calca però se ne fa strada uno: voglio esser solo, non voglio rotture di cazzo, non voglio nessuno che mi chieda niente e non voglio chiedere niente a nessuno.
Passiamo davanti ad un locale, c?è una fila da paura, io non sono in lista, non sono mai in lista, non credo che lo sarò mai, però a volte penso che è paradossale rimanerci male per il fatto di non stare in una lista dove il 90% sono persone che mi starebbero sulle palle da andare in coma.
Eppure pare che si divertano quei tipi, stanno lì in piedi, ad aspettare che qualcuno decida se possono o meno far parte della giostra.
Ci sono poi quelli che fendono la folla in due ed entrano dispensando pacche e sorrisi a tutti.
Io no, in macchina ho messo radio rai 3, se si chiama così, fanno musica classica, la ascolto, ma non perché io ne capisca qualcosa, solo perché ho bisogno di qualcosa di armonico.
Sono incazzato, un po? triste, incazzato e triste da morire perché non sono entrato nel giro, perché non guadagno abbastanza, perché non scopo come dovrei, perché prendo troppi caffè ed attendo con troppa enfasi quell?unica sigaretta che mi colora il dopo-cena.
Adesso aumentiamo l?andatura, io mi mangio le nocche della mano destra, diciamo che le rosicchio e nel frattempo continuo a pensare ai miei miliardi di cose.
Ieri con alcuni amici ho parlato di Dio, mamma quante cose che ho detto, le solite mie teorie elaborate per il solo gusto di far uscire aria dai polmoni.
Mi viene da sorridere, perché addirittura a volte, le persone si convincono che io sia intelligente.
Molti preferiscono i tipi come me con mille idee indefinite, piuttosto che uno a posto che riga dritto e fa le cose a misura.
Forse perché io sono rassicurante, la mia confusione è rassicurante, nessuno che è confuso come me può intimorire il prossimo.
Non sono concorrenziale, non sono sulle liste, pago tutte le consumazioni e nessuno mi offre nulla, solo oggi, il ragazzo del bar mi ha offerto il caffè, quasi mi commuovevo.
Non smette proprio di piovere, alzo il bavero, ma per il solo gusto di sentirmi in un noir anni 50, ed invece sono in una croma presa in prestito, guidata da un tipo che non credo si curi troppo di me.
Mi sta portando ad una pensione, la mia l?ho disdetta stamane pensando di non doverne più aver bisogno, sbagliavo, tanto per cambiare.
Non mi voglio male, non più di tanto, a parte qualche attacco di manie suicide e cose prettamente teoriche che mi mandano in catalessi per un paio di giorni.
Diciamo che non mi preferisco che poi non è altro che il modo di dire che mi hanno insegnato da piccolo, per dire che una cosa fa schifo.
Già, qualcosa di me fa schifo, ma fa ancora più schifo tutto quello che c?è fuori da questo finestrino e così me ne sto in pace all?interno dell?abitacolo tra un Mozart, un Bach e altri che manco conosco.
La musica classica è fonte di pace, ma alla fine la pace mi fa stressare.
Domani alle 13 ho preso appuntamento per un massaggio, la tipa dice che prima vuole parlarmi un po?, che vuole sapere? Vuole che le dica che sto stressato? Bè non andrei a farmi un massaggio se non fosse così, però la farò contenta e le dirò che lei si mi capisce.
Ho ancora milioni, miliardi di pensieri in testa e sempre più vorrei starmene da solo senza rimpianti né ricordi, circondato di gente che non vuol regalarmi solo sensi di colpa ed oppressioni, ma questa è un?utopia.
Quante luci in questa strada, quante auto, quanta gente che cammina inzuppandosi e tirando dritta.
C?è un altro locale più avanti, la fila è ancora più lunga e la lista ancora più esclusiva, una volta ci sono stato anche io, sono entrato gratis, amico di un amico di un?amica del Dj, perfino una consumazione, l?unica, gratis, ho resistito 10 minuti, poi ho preso il cellulare, ho finto di parlare con qualcuno, ho finto di non riuscire a sentire, mi sono allontanato, ho finto che fosse una cosa importante?appena fuori ho chiamato un taxi e sono volato via, alla solita pensione che per stasera però ho disdetto.
Dove dormirò stasera? Proprio non la si trova un?amica che mi faccia compagnia senza pretendere amore e carezze?
Continua a piovere e due nocche su cinque sono rosse per il troppo rosicchiare.
Un posto dove andare lo troverò, il tipo che guida sembra uno risoluto, ha detto poche parole: “ti trovo un buco per la notte”.
Chissà se non alludeva a questa città, questa città che è da sola un buco.
E? notte, inverno credo, piove che Visnù la manda.
Domani si ricomincia, altri pensieri, altri locali, altre liste, altra gente.

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Se la vita fosse un film

14 Settembre 2005 1 commento


Tempo fa scrissi questa cosa, poi il viaggio e la storia di radio Furgone me l’ha fatta tornare in mente.

La pellicola va avanti.
Ogni vita è come una pellicola, anche la mia?
Stop, fermo immagine sulla faccia di mio padre quando mi vide non appena nacqui.
Stop, fermo immagine sulla mia prima parola.
Stop sul primo orgasmo, stop sul pianto più lungo, sulla prima sega, stop sulla faccia delle donne che mi hanno detto ?ti amo?, stop sugli stessi visi quando mi hanno detto ?sei un pezzo di merda?.
Stop sul mio sguardo di oggi.
Stop, fermo immagine sulla espressione che avrò poco prima di morire.
E in mezzo?…in mezzo a tutti questi fermi immagine cosa c?è? Cosa c?è stato? Cosa ci sarà?
Il problema è che le nostre vite non possono beneficiare di adeguato montaggio, ci frega la presa diretta, il fatto di dover sempre improvvisare, anche quando crediamo di conoscere a memoria la parte, anche lì improvvisiamo e l?improvvisazione, ok dà emozioni, ma crea anche un sacco di casini, fa fare stronzate, errori grandi come case, ed invece?invece se ci fosse un montaggio, bè sarebbe tutto diverso, farei tagliare tutte le cazzate che ho fatto, resterebbe il problema dell?improvvisazione, ma per la miseria su più o meno 70 anni di vita si riuscirà pure a tirar fuori almeno 2-3 ore di pellicola di buone emozioni, o no?
Non ricordo chi disse che stiamo andando incontro ad una società in cui ogni uomo avrà garantiti almeno 5 minuti di celebrità nell?arco della propria vita, io voglio fare di più, io voglio rinunciare alla mia vita, ma avere 2-3 ore di celebrità pura, un vero e proprio film della mia vita, con amori, amicizie, tradimenti, drammi, nascite, morti?tutto; tutto in 2-3 ore, da mandare su uno schermo da cinema e poi amen, poi sparisco, poi mi metto in un angolo e sto buono.
Questo penso, questo progetto.
Stop sul mio amico che parte, primo piano sull?unica lacrima che gli riga il viso, lentamente sul mio viso, ingrandimento del mio gozzo che si contrae per non lasciar spazio al pianto e poi allargare il campo con delicatezza fino quasi a farci sparire.
Fermo immagine sulle mie mani sulla tastiera; sugli occhi delle donne che mi hanno letto; rallentatore sull?espressione che mio padre ha fatto vedendomi a casa dopo 3 mesi fuori, rallentatore sulla mia corsa tra le lacrime quando ho chiuso una storia.
E poi la musica, certo, la musica, se nella vita ci fossero colonne sonore adeguate tutto sarebbe diverso.
Ok, spesso la musica c?è, ma vuoi mettere lo squallore di dare un primo bacio ad una donna, nel poetico tramonto di una spiaggia da sogno mentre la radio manda uno schifoso pezzo da Boy band? E, no, queste sono cose che condizionano una vita, o quasi.
Ed invece nel mio film io ci metterei un sacco di buona musica, quella che per me è buona musica.
Ci metterei il jazz, Coltrane prima di tutti, ma anche Miles Davis, poi ci metterei Romeo and Juliette dei Dire Straits, qualcosa dei The Cure, un po? di cantautori anni 60, un bel po? di pop di qualità e anche musica classica, tanta musica classica, anche se non è che ne ascolto tanta, ma la musica classica fa sempre fare una porca figura.
Mi piacerebbe dividerlo in capitoli il mio film, almeno la prima parte, capitoli del tipo
Capitolo 1 : I baffi di mio padre
Capitolo 2: Le estati più lunghe
Capitolo 3: Della scoperta dell?amore?e del sesso
E poi avanti così. Fermo immagine su di me steso sul divano a chiedermi se il primo bacio che avevo dato fosse stato vero o me l?ero immaginato.
Fermo immagine su di lei, la lei del primo bacio che dopo appena un giorno mi dice che si è sbagliata.
La mia faccia prima, la mia faccia dopo e sotto una specie di rock un po? cazzeggiante, per sdrammatizzare, per prendere per il culo e non farla più grande del dovuto.
Poi ci sarebbero i capitoli dedicati in maniera concisa alle persone che sono state, sono o saranno importanti per me, a partire da prima che le loro strade si incrociassero con le mie, sottolineando l?esatto momento in cui gli astri, le coincidenze, gli eventi, hanno messo giù le premesse per il nostro incontro.
E qui il capitolo avrebbe come titolo una citazione di John Lennon
Capitolo ? ?la vita è quello che capita mentre siamo presi a fare altro?.
Come canzone ci metterei un bel jazz vivace, di quelli che il piede destro comincia a muoversi e dopo un po? lo guardi e gli fai ?oh, ma che cazzo hai da muoverti, frocio di un piede?.
Ci sarebbe poi da affrontare il discorso della fotografia, potrei cambiare ambientazione a certi momenti tipo quando ho fatto per la prima volta l?amore ed ero in una stanza di merda, su un letto di merda, a casa della mia ragazza di allora, con la mamma che secondo me origliava vicino la porta e che il pomeriggio mi aveva detto ?stai attendo, siete ragazzi e vi potreste rovinare la vita?, e io avevo 18 anni e mi vergognavo da morire e questa faceva di tutto per mettermi il panico e fortuna che non mi sia rimasto moscio.
Comunque sposterei tutto su di una bella spiaggia notturna, una spiaggia deserta, ma nemmeno troppo, riparati dagli alberi e magari da una barca messa in riparo sulla sabbia, quello si che sarebbe bello.
Oppure cambiarei l?ambientazione che c?era quando mi lasciai con una tipa dopo non so quanto tempo.
Successe in una strada trafficata, su di un marciapiede pieno di cacate di cane, invece, nel mio film ci metterei una bella strada e soprattutto la farei in bianco e nero e farei venir giù la pioggia e soprattutto con un po? di montaggio metterei come scena finale quella di un bacio, anche se nella realtà è finito con un vaffa?, e una struggente ?Everybody Hurts” dei REM a suggellare il tutto.
Vuoi mettere la bellezza di una storia che finisce tra le lacrime, sotto la pioggia e con un bacio, con una che si chiude nel traffico alle 4 del pomeriggio tra due che si mandano a cacare?
Ci vorrebbe, e come, la possibilità di fare un film.
Il finale? Il finale è cruciale, io non ci credo a quei film che sono tanto belli da poter fare a meno del finale. E? come se con una donna tu te ne vedessi talmente bene, tra baci, carezze paroline e poi anche se state insieme, sul divano di lei e fuori non c?è anima viva che possa rompere e lei non pensa a nessun ex e tu a nessuna ex, bè, non scopate. Follia e sfido chiunque, uomini e donne a dire il contrario.
Ad ogni modo il finale ci sarebbe.
Un finale bello per me è quello del Padrino parte III con Don Michael Corleone che muore e cade dalla sedia in cui stancamente stava consumando la sua vecchiaia.
Ma è un finale troppo triste, da sconfitto. Io invece voglio un finale ritmato, del tipo ?cose che vedi prima di morire? e allora fare vedere in rapida sequenza, stile ?Arancia meccanica? tutti gli orgasmi della mia vita e sotto una bella canzone dei green day, qualcosa che spacchi le orecchie e alla fine, la scena di tante donne in cinte, e di altre con bambini scassa palle che piangono in continuazione.Poi compaio io, in una foto su una barca, con il mio amico e due figone.
Poi il titolo del film, con carattere divertenti, scritto grande: ??E meno male che sono nato maschio?.
Partono i titoli di coda, parte My way cantata un po? da Sinatra, un po? straziata da me.
Questo sarebbe grande?se la vita fosse un film.

OK ragazzi, tra poco iniziano i provini, fatevi avanti:)

colonna sonora “My Way” nella versione si Sid Vicious

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Cosa sembra dire?

13 Settembre 2005 3 commenti
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Dedicata a ….

8 Settembre 2005 76 commenti
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Bangkok 13/08/05

7 Settembre 2005 1 commento


aeroporto di Don Muang, Bangkok è qui che ci aspetta, immensa, dall’aereo pareva non finisse più.
All’arrivo primo intoppo, Silvia, la ragazza di Bologna che sta nel gruppo, prende la sua borsa ed è…rotta…cazzo. Mi metto in moto per vedere il da farsi, giriamo un bel pò per l’aeroporto e alla fine dopo un pò di casini riusciamo a rimediare dalla compagnia aerea una ventina di euro di rimborso, nella loro moneta però sono un capitale.
Niente male come inizio.
Finalmente ci riuniamo al resto del gruppo, usciamo dall’aeroporto e passiamo dai -20° ai più 30° dell’esterno. In questa città caldo, smog, umidità, si mescolano fino a dar vita ad un mix irrespirabile.
Dopo un pò arriva un pulmino che ci carica su per portarci all’hotel.
Hotel? Il Trocadero? Noooo, è un cesso con più stanze, ma fa nulla, sono troppo gasato per farci caso.
Cena economica ed abbondante nei paraggi e poi primo giro per il mercatino vicino l’albergo.
C’è di tutto, il regno del falso, in questo sembra Napoli, in più decine di locali con “donnine”, che a quanto apprendo da una serie di tipi che fanno i portagente, riescono a infilarsi in diversi orifizi un pò di tutto, dalle palline di ping pong e quelle da Basket:).
Il gruppo stasera mi sembra un pò moscio, io sto nel mio, me ne fotto e vado dritto, Napoli e tutti i casini sono lontani…

Colonna sonora: Occhi da orientale di D.Silvestri

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